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venerdì 26 ottobre 2007

Sicurezza wireless

A Manerbio sicurezza wireless e servizi ai cittadini

Una piattaforma di videosorveglianza ampliabile a WiFi e Voip realizzata da Tecnonet


Situata tra Brescia e Cremona, la cittadina di Manerbio (13 mila abitanti) rappresenta un importante nodo per le vie di comunicazione del territorio della bassa bresciana. L’amministrazione comunale aveva l’esigenza di adottare un sistema di videosorveglianza che consentisse di rafforzare il controllo sul territorio al servizio della Polizia locale.

L’obiettivo era quello di posizionare una serie di telecamere in punti strategici del territorio e di realizzare una infrastruttura di collegamento che svincolasse l’amministrazione dall’uso della costosa tecnologia di connettività tradizionale. Ovviamente il sistema avrebbe dovuto offrire le massime garanzie in tema di sicurezza dei dati e tutela della privacy dei cittadini, nel pieno rispetto delle normative vigenti.

Il Comune ha dato la sua approvazione alla proposta del system integrator Tecnonet sviluppata attorno a tre elementi principali: una piattaforma software per la gestione della videosorveglianza, un’infrastruttura di rete wireless e telecamere Ip posizionate in punti strategici del territorio. Per quanto concerne il software di videosorveglianza, Tecnonet ha proposto la piattaforma XProtect Enterprise Edition di Milestone. Questa soluzione opera in ambiente Microsoft Server. Dal punto di vista infrastrutturale, Tecnonet ha progettato una rete wireless con architettura ridondata, composta da 20 link. Essi, da un punto centrale, collegano in Hyperlan 2 le varie telecamere posizionate sul territorio. Gli apparati scelti sono di Mrv Communications, capogruppo di Tecnonet . I prodotti utilizzati sono quelli della famiglia MRW55. Si tratta di sistemi outdoor dual band che forniscono servizi di connettività in modalità bridging e/o access point per interfacce a 5,7 Ghz e a 2.4 Ghz.

Per quanto riguarda la sicurezza, la famiglia MRW55 integra funzionalità di encryption e autenticazione. Per le telecamere sono stati selezionati apparati Axis. La rete wireless è tecnologicamente predisposta per supportare connettività Wi-Fi e VoIp, a tutto vantaggio della flessibilità di utilizzo e dell’erogazione di nuovi servizi ai cittadini.


giovedì 18 ottobre 2007

Centro del "software libero" a Pisa




La Regione Toscana sta lavorando ad un protocollo d'intesa che valorizzerà le competenze del polo tecnologico di Navacchio

Potrebbe nascere a Pisa un centro nazionale sulle tematiche relative all"open sourcé nel settore informatico, ossia al 'software libero', il software accessibile a tutti, senza dover pagare diritti, e che può essere implementato da chiunque purché si tratti di esperti. La Regione Toscana sta lavorando ad un protocollo d'intesa e in questo senso un incontro si è svolto insieme alla Provincia di Pisa.

"Il centro - ha spiegato il vicepresidente della Regione, Federico Gelli - si impernierà sull'esperienza e le competenze del polo tecnologico di Navacchio, a cui spetterà soprattutto il compito di coinvolgere i questo percorso le imprese, mentre sarà l'università di Pisa a curare i rapporti con la pubblica amministrazione".

Secondo la Regione la convinzione è che il "software libero" non sia questione da addetti ai lavori ma "frontiera nello sviluppo dell'uso della rete, in grado di assicurare qualità, economicità, democrazia". La Regione Toscana sta adottando questo software elle postazioni di lavoro dei suoi uffici e nei progetti di e-government.

martedì 16 ottobre 2007

Il Wi-Fi fa male alla salute?


Il dibattito resta aperto mentre il governo britannico avvia un'indagine/studio che svelerà il mistero in due anni

(ITnews) - Roma - A pochi giorni dall'avvio della procedura di assegnazione delle licenze Wimax in Italia si scopre, che il figliuol prodigo Wi-Fi, potrebbe causare danni alla salute. E' quanto potrebbe emerge uno studio britannico condotto dalla Health Protection Agency (HPA), Ne è convinto il Governo inglese che ha puntato nuovamente il dito contro la tecnologia che consente la trasmissione di onde radio senza fili. La ricerca finanziata dal governo britannico durerà due anni e prenderà in esame il comportamento di giovani sottoposti alle emanazioni elettromagnetiche del Wi-Fi. Al momento, sembrano rassicuranti le dichiarazioni di Pat Troop, amministratore delegato di Hpa che ha sottolineato che al momento "non esistono evidenze scientifiche che il Wi-Fi danneggi la salute della popolazione". Il dibattito resta aperto. Ciò che è certo è che lo studio si focalizzerà sui giovani, i più a rischio, considerato anche che la tecnologia Wi-Fi è sempre più diffusa nelle case che viaggiano a Internet senza fili.

Tratto da http://punto-informatico.it/p.asp?i=58011

Lo decidono le autorità di una università canadese che vietano l'uso di apparecchi WiFi all'interno delle strutture didattiche. Nessun divieto invece per telefonini, forni a microonde e altri sparawireless Una decisione clamorosa è stata assunta dalla direzione della Lakehead University canadese, ovvero quella di mettere al bando la copertura WiFi dell'ateneo e, più in generale, di vietare l'uso di dispositivi WiFi all'interno degli edifici universitari.

Il motivo non va ricercato in un'anacronistica e improbabile censura quanto invece nel timore espresso dal rettore dell'Istituto, Fred Gilbert, per la salute di docenti e studenti.

Sebbene non vi sia alcuna prova che i campi elettromagnetici sviluppati da attrezzature come quelle di connettività wireless siano dannosi, secondo Gilbert non si sono neppure prove che indichino il contrario, in particolare quando a questi campi sono esposti i più giovani. Anzi, Gilbert segnala come significativo uno studio della Commissione per le Public Utilities californiana secondo cui è necessario investigare ulteriormente, vista la possibilità che vi siano rischi per la salute. E cita anche l'OMS, l'Organizzazione mondiale della Sanità, che tende ad escludere i rischi - spiega Gilbert - ma non al 100 per cento. Va detto che la "chiusura" verso il WiFi da parte dell'ateneo non è una cosa nuova ma è emersa solo di recente dopo che il network televisivo CBC ha dedicato alla questione un servizio, nel quale lo stesso Gilbert ha sostenuto che vi sarebbero studi secondo cui questo genere di tecnologia è potenzialmente un rischio. "Questi rischi - ha dichiarato - sono particolarmente rilevanti per i tessuti in rapida crescita dei giovani e la maggiorparte dei nostri studenti sono ancora nell'età della crescita, ed è quindi soltanto una precauzione e un voler fornire un ambiente che evita di porre un rischio potenziale".

A spingere Gilbert e il collegio accademico verso questa direzione sarebbero anche alcuni casi di elementi che in passato hanno influito sulla salute ma il cui impatto si è capito solo con decenni di ritardo, come con il tabacco o l'amianto. D'altra parte l'ateneo, ha sottolineato Gilbert, offre altri generi di punti di accesso alla rete in moltissime aree del campus universitario, "nodi" che consentono di accedere facilmente alla rete a fibre ottiche con cui è collegata la struttura didattica. "Quello che voglio dire - ha anche spiegato il rettore - è che mentre gli scienziati ci lavorano, io non intendo creare una struttura che può tradursi in una esposizione potenzialmente rischiosa per gli studenti. In generale, i rischi sono maggiori dove si trovano le antenne e gli hotspot wireless, ma è proprio lì - ha aggiunto - che gli utenti tendono a ritrovarsi perché ottengono il segnale migliore".


Inutile dire che la notizia del bando del WiFi sta rapidamente facendo il giro della rete. BoingBoing osserva: "E che dire allora dei telefonini, dei walkie-talkie a 2,4 Ghz o dei forni a microonde?" Tutti dispositivi a forte impatto elettromagnetico ma utilizzati senza problemi all'interno del campus.

lunedì 15 ottobre 2007

WiMAX: al via la gara per le licenze

Definiti i dettagli finali relativi alla gara d'asta per i diritti d'uso WiMAX. Definite le macroregioni, tempistiche e metodologia di assegnazione


Il WiMAX (Worldwide Interoperability for Microwave Access) è uno degli argomenti di maggiore attualità in ambito tecnologico: grandi aspettative vengono rivolte dal pubblico verso tale innovativo sistema di comunicazione a banda larga e, soprattutto, gli utenti che vivono in zone non coperte dai servizi a banda larga via cavo attendono con trepidazione le nuove proposte. A inizio estate AgCom aveva rilasciato un regolamento iniziale in base al quale i vari operatori avrebbero potuto partecipare alla gara: venivano definite le macroregioni, il numero di licenze e lo spettro di frequenza dedicato ai nuovi servizi a banda larga. Tale documento rimandava però a un ulteriore elaborato che definisse meglio i dettagli.

Nelle scorse ore il Ministro Paolo Gentiloni ha comunicato che ogni dettaglio in merito all'asta per l'assegnazione delle licenze WiMax è stato definito e che nei prossimi mesi l'iter entrerà pienamente nella fase operativa. In primo luogo viene ribadito che i tre diritti d'uso hanno accesso ciascuno ad un'ampiezza di banda pari a 2x21MHz nello spettro di frequenza dei 3,4 - 3,6GHz.

Due dei suddetti diritti d'uso hanno validità per aree estese a livello macroregionale mentre il terzo diritto d'uso è rilasciato in ambito regionale e riservato a soggetti che non offrano servizi di connettività in ambito 3G (UMTS). Questa particolare norma intende concedere concrete possibilità anche a operatori di più modeste dimensioni, il tutto all'insegna di una maggior concorrenza. E' bene precisare che il medesimo operatore non potrà possedere più diritti d'uso assegnati per differenti macroregioni.

Qui di seguito riportiamo la suddivisione in macroregioni e gli importi minimi per i diritti d'uso:



Le future fasi prevedono la pubblicazione del regolamento completo sulla Gazzetta Ufficiale. A partire da tale data tutti i concorrenti avranno tempo 45 giorni per presentare la propria domanda di partecipazione. Entro ulteriori 15 giorni il Ministero redigerà l'elenco dei soggetti ammessi alla gara: tali soggetti avranno poi ulteriori 30 giorni per presentare le proprie offerte.

Va precisato che il Ministero ha elaborato alcune clausole appositamente inserite per cercare di risolvere il problema del digital divide: i vari comuni compresi nelle macroregioni sono stati raccolti in differenti elenchi che raggruppano territori coperti dai servizi a banda larga e altre aree in cui non è disponibile l'accesso ai servizi internet. L'elaborazione di progetti aventi per oggetto comuni non serviti da ADSL da diritto all'assegnazione di un maggior punteggio.

Come ribadito dal Ministro Paolo Gentiloni il lavoro svolto in merito all'assegnazione delle licenze WiMAX è andato ben oltre le motivazioni di natura economica: sono stati previsti appositi strumenti che intendono stimolare la concorrenza lasciando qualche margine di manovra anche agli operatori minori. Alcune norme, inoltre, intendono forzare la fornitura di servizi WiMAX nelle aree rurali cercando quindi di intervenire concretamente nei confronti del ben noto problema legato al digital divide.

Per conoscere chi si sarà aggiudicato i diritti d'uso, validi per i prossimi 15 anni, nelle svariate macroregioni sarà necessario attendere oltre 3 mesi e quindi solo nel primo trimestre del 2008 si entrerà a pieno titolo nella fase più operativa. A 30 mesi dall'assegnazione dei vari diritti d'uso è prevista una verifica da parte del ministero per verificare lo stato di avanzamento delle infrastrutture: se verrà appurato che i diritti d'uso giacciono inutilizzati potrà essere richiesto al detentore di tali diritti l'obbligo di rivenderli.

Quest'ultima clausola farà sicuramente discutere poichè due dei tre diritti d'uso presenti in ogni macroregione saranno accessibili anche agli operatori che ad oggi posseggono infrastrutture 3G: tali soggetti potrebbero avere interesse nell'aggiudicarsi le frequenze WiMAX senza procedere poi alla realizzazione di una nuova infrastruttura. Tutto ciò avrebbe lo scopo di preservare i precedenti investimenti fatti nello sviluppo di soluzioni UMTS.

L'obbligo di rivendita potrà risolvere solo in parte il problema poiché in caso do cessione dei diritti d'uso è prevista una normale contrattazione commerciale e, quindi, i suddetti operatori potranno fissare il prezzo a proprio piacimento, salvaguardando ulteriormente i propri interessi.


mercoledì 10 ottobre 2007

Padri dell'hard disk, la svolta dell'elettronica


Articolo di Guido Romeo
Il disco rigido vince il Nobel per la fisica. A spartirsi i 10 milioni di corone svedesi, circa un milione di euro, che accompagnano il premio dell'Accademia di Stoccolma, sono il francese Albert Fert (69 anni) e il tedesco Peter Grünberg (68 anni) che nel 1988 hanno scoperto separatamente un effetto completamente nuovo della materia, quella "magnetoresistenza gigante" che oggi permette il funzionamento di tutti gli hard-disk, dai pc ai supercalcolatori.


«Si tratta di un Nobel da manuale – osserva Fabio Beltram, direttore del laboratorio di nanotecnologie della Scuola normale di Pisa – perché conferito a una scoperta della ricerca di base iniziata negli anni 70, ma che poi, in meno di dieci anni, ha rivoluzionato l'industria elettronica con grandissimi impatti tecnici e sociali». I suoi effetti sono sotto gli occhi di tutti. Se solo cinque anni fa il nostro pc poteva avere qualche decina di megabit di capienza nel proprio disco, oggi è 10mila volte più capiente e contiene centinaia di gigabit. Un disco immagazzina informazioni sotto forma di piccolissime aree magnetizzate, ognuna delle quali costituisce un bit, quel pezzettino di informazione binaria rappresentato come un 1 o uno 0 e che può far parte indifferentemente di musica, testi, immagini o programmi software. Più piccole sono queste microsuperfici, maggiore sarà la capienza del disco, ma anche la sensibilità necessaria perché le testine di lettura siano in grado di leggere l'informazione. È qui che l'effetto di magnetoresistenza gigante (Gmr) entra in gioco. Si tratta di un bizzarro e inatteso effetto della materia – "esotico" come lo chiamano i fisici – che consiste nell'amplificazione della resistenza di un metallo quando al suo interno sono presenti impurità come particelle magnetiche anche piccolissime.

Per gli ingegneri elettronici, come quelli dell'Ibm che nel 1956 lanciarono la prima memoria digitale Ramac, è stato l'uovo di Colombo. Grazie alla Gmr si possono concentrare in spazi piccolissimi quantità enormi di informazioni e facendo uso di campi magnetici anche molto deboli. Fert e Grünberg cominciarono a studiare gli effetti di queste contaminazioni negli anni 70 contaminando sottili film di rame con particelle magnetiche in una di quelle che per molti è stata forse la prima applicazione delle nanotecnologie. Anche se meno eclatante del raddoppio della potenza di calcolo descritta dalla legge di Moore, la corsa a memorie ultrapiccole e sempre più grandi segue una curva analoga e una caratteristica fondamentale dei computer fin dai primi disegni della macchina di Turing.

«Oggi sono in commercio dischi con capienze di 20 Gb per pollice quadrato e nel 2010 si arriverà a 1 terabit, mille volte tanto - spiega Marco Affronte, ricercatore dell'Università di Modena e del laboratorio S3 dell'Infm – ma l'obbiettivo è quello di arrivare a stoccare informazioni in unità ancor più piccole, composte addirittura da singole molecole magnetizzate». La sfida non è però scontata. Se oggi una singola unità di memoria è dell'ordine di 50 nanometri e in laboratori si arriva già su grande scala a 20, per operare a livello molecolare bisogna scendere sotto i 10 nanometri (10 milionesimi di millimetro), operando nel campo della fisica quantistica, dove le leggi della materia diventano molto più complesse e in parte ancora imprevedibili. In questa direzione lavorano molti laboratori pubblici, ma anche i giganti dell'informatica come Ibm. «Un'area estremamente promettente e sulla quale lavora anche Fert è quella della spintronica - osserva Affronte - che mira a utilizzare una proprietà dell'elettrone, lo "spin" appunto per trasportare informazioni nei dispositivi elettronici e che permetterebbe di moltiplicare rapidamente la potenza di calcolo. Si tratta di ricerche di base, ma potenzialmente rivoluzionarie come quelle che hanno portato ai semiconduttori e ai microchip».

VoIP e SIP, forse una minaccia ?


Riporto un articolo di Jakub Maslowski.

Chi segue le notizie dal mondo dell' IT Security sa già che i servizi VoIP che si affidano al protocollo SIP non sono il modo più sicuro per garantire una comunicazione per la propria casa o la propria azienda. Infatti, i dispositivi che utilizzano il protocollo SIP (Session Initiation Protocol) sono vulnerabili alle tecniche di intercettazione.

Ci sono tonnellate di hardware e software VoIP che si basano sul protocollo SIP, e sono molti gli internet provider che ne fanno ampiamente uso. Cerchiamo di spiegare quanto questo protocollo può essere pericoloso e dannoso per gli utenti finali.

Uno degli aspetti più critici riguarda l'utilizzo dei servizi VOIP basati sul protocollo SIP da parte delle aziende, le quali potrebbero essere soggetti a rischi piuttosto seri come quello legato allo spionaggio industriale.


Un altro punto di vista della questione è legato alle agenzie di intelligence/investigative (come l' FBI), che potrebbero far leva su queste falle per intercettare una comunicazione.

Inoltre, negli ultimi giorni la mailing list full-disclosure ha riportato molti informazioni interessanti sui problemi legati ai telefoni SIP. La Sûnnet Beskerming, un'azienda IT australiana, ha rilasciato alcune considerazioni sull'argomento:

“La ricerca che è stata pubblicata indica che, per almeno un produttore di telefoni SIP, è possibile chiamare automaticamente un dispositivo e far si che la chiamata venga accettata in maniera silenziosa (persino nel caso il telefono risulti agganciato), trasformando così il dispositivo in un classico telefono buggato. Mentre storicamente per sfruttare i bug legati alle telefonia era necessario accedere fisicamente alla linea telefonica da attaccare, con il VoIP è invece possibile sfruttare con una certa facilità una qualsiasi vulnerabilità da qualunque parte del mondo. Oggi, chiunque dalla sua poltrona di casa può far ciò che le spie e le forze dell'ordine erano in grado di fare accedendo all'interno di switch e centraline telefoniche.”

Pare che i telefoni e dispositivi SIP siano sotto la particolare osservazione di molti ricercatori di sicurezza. Di recente sono stati pubblicati in rete alcuni exploit che fanno leva su alcune vulnerabilità riscontrate nei telefoni SIP di diversi produttori, tra cui alcuni dispositivi Cisco SIP, i quali risultano vulnerabili ad attacchi Denial of Service. La lista dei dispositivi affetti sembra tuttavia destinata a crescere.


Milano,Parco Sempione diventa wi-fi


Connessione senza fili per i visitatori


Per fare jogging, per portare a spasso il cane, per navigare sul web. Sì, perché per i visitatori del Parco Sempione di Milano si annuncia una gradita sorpresa: tutta l'area del parco verrà infatti dotata della connessione wi-fi a internet. Parte il progetto Wireless Castle, che prevede la connessione gratuita e senza fili a Internet all’interno del Parco Sempione. Il progetto anticipa Milano Wireless (connessione a Internet su tutto il territorio cittadino) e rientra nel più ampio obiettivo di sensibilizzare i milanesi all’utilizzo consapevole degli spazi verdi, a partire dai parchi centrali di Milano.

Fino al 31 agosto 2009 saranno presenti antenne wi-fi presso la Torre Branca, l’Acquario Civico, la Triennale di Milano e la Biblioteca Civica per assicurare una copertura di rete a tutti i visitatori del parco. Tutti i cittadini che vorranno sfruttare la nuova tecnologia messa a loro disposizione dal Comune, potranno fruire della connettività semplicemente ritirando presso i punti di distribuzione presenti la schedina di registrazione completamente gratuita, dopo aver effettuato la registrazione per ricevere il codice di accesso alla rete Internet.

“Milano ha tutte le risorse per diventare una delle città con la maggiore copertura Internet senza fili – ha detto l’assessore all’Arredo, Decoro Urbano, Verde, Maurizio Cadeo. Il nostro progetto intende dare una risposta immediata alle esigenze dei milanesi per poter usufruire di Internet liberamente, all’aria aperta e a contatto con la natura. I parchi sono il nostro primo obiettivo vista l’alta frequentazione che i cittadini ne fanno: ora oltre che rilassarsi sui prati i milanesi potranno anche lavorare, studiare e riappropriarsi degli spazi comuni”.

Il progetto Wireless Castle al parco Sempione, promosso dall’assessorato all’Arredo, Decoro Urbano, Verde ha visto la sua realizzazione grazie al lavoro congiunto dei più importanti soggetti che operano nel settore dell’ Information Technology, come Intel, Infracom Network Application, Guglielmo, SMC.

Voip, gli inseguitori di Skype


Non solo Skype. In Rete ci sono varie possibilità per effettuare telefonate utilizzando la tecnologia Voip, attraverso la quale la voce passa attraverso il protocolo IP. Un'evoluzione del concetto di chat che aggredisce il mercato della telefonia. Oggi Skype, il software acquisito da eBay due estati fa messo a punto da Niklas Zennström - il fondatore di Kazaa adesso occupato nel lancio nella nuova web tv Joost - conta oltre 200 milioni di utenti ed è diventato lo standard del software Voip. Ma non è l'unico. Nel frattempo, infatti, sono spuntate altre compagnie che offrono un servizio analogo e tariffe concorrenziali sulle telefonate fuori dalla Rete.

Tra queste c'è Voipstunt ( www.voipstunt.com ) il primo concorrente di Skype, introduce delle novità come le chiamate gratuite verso i numeri fissi di alcuni paesi, tra i quali è compresa l'Italia con tariffe inferiori a quelle di Skype ed il protocollo utilizzato è il SIP, che permette di utilizzare anche normali telefoni. Subito dopo, si affianca il primo a non richiedere l'installazione di software ed a permettere l'utilizzo del proprio telefono: jajah ( www.jajah.com ) che da poco ha introdotto l'italia tra i paesi no-pay per effettuare chiamate.

Per poter entrare prepotentemente nel mercato voip, Gizmo ( www.gizmoproject.com ) offre la gratuità anche verso i cellulari: basta essere utenti registrati per poter usufruire di questo servizio. Anche i colossi come Eutelia e Alice hanno introdotto il voip nelle loro offerte.

Questo è solo un esempio di quello che la rete e lo schieramento dal basso possa essere potente per poter avere voce e cambiare la propria vita di tutti i giorni.
Grillo in Italia è stato il primo a promuovere anche altre iniziative mondiali come Second Life ( www.secondlife.com ) dove è possibile avere una vera e propria vita virtuale con la possibilità di business riscontrabili in quella reale ( famosa la storia della prima miliardaria da moneta second life a dollari, vendendo terreni virtuali alla toyota) o il progetto Zopa ( www.zopa.it ) un sistema di prestiti Peer-To-Peer dove non si condividono file ma soldi, senza passare per le banche.

lunedì 8 ottobre 2007

Java: falla di sicurezza !


Java ha urgente bisogno di patch


Santa Clara (USA) -
Gli esperti di sicurezza raccomandano agli utenti di aggiornare la propria versione di Java appena possibile, questo indipendentemente dalla piattaforma utilizzata. L'allarme è stato lanciato in seguito al rilascio, da parte di Sun, di nuove versioni di Java Runtime Environment (JRE) che correggono 11 gravi vulnerabilità di sicurezza.


Le falle interessano JDK e JRE 6 Update 2 e versioni precedenti, JDK e JRE 5.0 Update 12 e precedenti, SDK e JRE 1.4.2_15 e precedenti, e SDK e JRE 1.3.1_20 e precedenti. I problemi affliggono tutte le piattaforme supportate da Java, incluse Windows, Linux e Mac OS X.

I problemi più gravi possono consentire ad un sito web maligno di guadagnare l'accesso ad una rete locale, bypassando firewall e altri sistemi di sicurezza, e di sottrarre o manipolare dati. Perché ciò avvenga, un utente deve visitare una pagina web contenente una applet dannosa.

"Ciò che rende queste debolezze così gravi è che i tipici software per la sicurezza lato client, come antivirus e antispyware, non riconoscono il codice Java utilizzato per questi exploit come dannoso, neppure con le tecniche euristiche", ha spiegato Tom Kristensen, CTO della società di sicurezza Secunia.

Altri bug sono contenuti in Java Web Start (JWS), ed anch'essi possono essere utilizzati per leggere e scrivere sul PC locale, copiare file o determinare la posizione della cache di JWS: quest'ultimo crack può essere utilizzato per conoscere quali applicazioni Java sono installate sul sistema.

In questo advisory Secunia ha classificato la pericolosità complessiva delle falle di Java come "highly critical".

Per aggiornare le più recenti versioni di Java è possibile avvalersi della funzione di aggiornamento automatico integrata nel software di Sun, oppure scaricare manualmente gli update da questa pagina. Va detto che la funzione di aggiornamento automatico non sempre funziona come dovrebbe: su di un PC della redazione, ad esempio, quando si scarica l'update e si tenta di installarlo si riceve in risposta un messaggio di errore.

sabato 6 ottobre 2007

Sony via all'era delle Tv Oled

Con Sony via all'era delle Tv Oled, gli schermi piatti del futuro

Per l'industria dei televisori, il prossimo primo dicembre è una data storica. Per quella data è infatti previsto il lancio, in Giappone, del primo apparecchio ultra piatto a tecnologia Oled (Organic light-emitting diode) della Sony. Il nuovo arrivato, apripista d'eccellenza di un'intera nuova generazione di apparecchi televisivi, si siede da ospite illustre al tavolo dove oggi dominano i prodotti a cristalli liquidi e al plasma.
Un mercato, quello dei televisori "flat screen", che globalmente vale oltre 80 miliardi di dollari l'anno e che l'avvento della nuova generazione di schermi ultra sottili potrebbe fortemente condizionare per almeno tre buoni motivi. Primo: i display Oled hanno dalla loro una maggiore definizione dell'immagine in movimento, in quanto sono autoilluminati e l'emissione di luce sullo schermo per visualizzare le immagini avviene al passaggio della corrente e non da un'apposita lampada di retroilluminazione (presente invece negli Lcd). Secondo: lo spessore è di pochi millimetri. Terzo, forse il più importante: i consumi di energia sono inferiori di circa il 40% rispetto a un apparecchio a cristalli liquidi. Con tutti gli immaginabili e potenziali benefici che ne derivano alla voce costi.

Produttori al lavoro, anche oltre le Tv
Sony, che rivaleggia testa a testa con la Samsung Electronics per detenere il trono nell'ambito degli Lcd, è quindi il primo produttore a rompere gli indugi e – confermando le anticipazioni date lo scorso gennaio in occasione del Consumer Electronic Show di Las Vegas) - a presentarsi sul mercato con un televisore da 11 pollici (e soli tre millimetri di spessore) che stando alle indiscrezioni dovrebbe costare l'equivalente di circa 1.250 euro. Una cifra consistente se paragonata agli attuali prezzi di listino degli Lcd da 32 o 37 pollici o dei plasma da 40 e 42 pollici – entrambi si comprano anche sotto i 1.000 euro - ma in realtà un prezzo che oggi copre a malapena tutti i costi di sviluppo e produzione e che solo nel tempo diventerà realmente abbordabile per i consumatori. Il limite attuale della tecnologia Oled è infatti nel poter essere applicata ai grandi pannelli e questo potrebbe, almeno inizialmente, anche limitare l'appeal del grande pubblico. Che però potrebbe essere attratto da prezzi migliori rispetto agli Lcd, grazie a un processo produttivo più semplice e veloce rispetto a quello dei Tv a cristalli liquidi. Katsumi Ihara, Executive Deputy President alla Sony, ha inquadrato il lancio dei nuovi televisori sottolineando come gli schermi Oled difficilmente prenderanno subito il posto degli Lcd ma ha rimarcato anche come il potenziale di questa tecnologia, nell'immediato futuro, sia decisamente elevato. Sta di fatto che Sony ha pianificato di produrre dai prossimi mesi circa 2.000 Tv Oled su base mensile (oltre al formato da 11 pollici sono previsti anche tagli da 20 e 27 pollici) mentre il target di vendita per la linea di Lcd Bravia da qui alla fine di marzo è fissato a quota 10 milioni di unità.

E gli altri produttori? La Samsung ha già iniziato a utilizzare i nuovi schermi ultra sottili per alcuni modelli di lettori musicali ed ha già presentato i primi prototipi di pannelli Oled grande formato dalla doppia funzione monitor e Tv. Toshiba e Matsushita Electric Industrial (che in Europa opera sotto il marchio Panasonic) hanno tempo fa costituito una joint venture – la Toshiba Matsushita Display Technology – con l'obiettivo di dare avvio alla produzione commerciale di schermi piatti Oled per televisori entro il 2009, quando è previsto il debutto sul mercato del primo Tv Oled da 30 pollici (a firma Toshiba). Considerata l'importanza strategica del produrre in proprio i pannelli a schermo piatto, è lecito aspettarsi che anche gli altri "big" del settore presto annunceranno le loro mosse in chiave Oled. Philips e Lg Electronics, che già lavorano in joint venture per produrre schermi Lcd, hanno annunciato tempo fa di aver messo a punto un nuovo processo di fabbricazione per realizzare in economia schermi flessibili a tecnologia "organica" utilizzando una sottile lamina di plastica. I tempi sembrano quindi maturi ma la sensazione, comune a molti analisti di settore, è che si sia solo all'inizio: gli Oled sono sicuramente in pole position per diventare la tecnologia di riferimento per gli schermi del futuro ma occorrerà ancora qualche anno prima che questa diventi uno standard gradito a tutta l'industria televisiva. Nel frattempo vedremo se cellulari (la Kyocera ha già a catalogo un modello con display Oled), macchine fotografiche digitali (con la Kodak a fare da modello), console per videogiochi e soprattutto lettori multimediali portatili ne saranno l'ideale trampolino lancio. Anche in previsione di prendere il posto degli attuali pannelli Tft montati sui monitor per pc e sui computer portatili.

Un business (sulla carta) da 1,2 miliardi di dollari nel 2010
Quali sono i volumi di business di cui sono accreditati gli schermi Oled? Alcune società di ricerca specializzate, e la NanoMarkets in particolare, ha stimato che il giro d'affari globale degli schermi dalla "luce organica" toccherà quota 10,9 miliardi di dollari entro il 2012 e crescerà oltre i 15,5 miliardi alla fine del biennio successivo (di cui poco meno della metà derivanti dalle vendite ai produttori di cellulari e dispositivi mobili in genere). A fine 2007 questo mercato dovrebbe arrivare a 1,4 miliardi di dollari. I televisori Oled contribuiranno in modo sostanziale a questa "escalation" e stando ai dati della stessa società di ricerca svilupperanno un fatturato di 42 milioni di dollari nel 2008, 436 milioni nel 2009 e 1,2 miliardi entro il 2010. Di sicuro dovranno vincere la concorrenza degli apparecchi Lcd e le consuete diffidenze del pubblico verso una nuova tecnologia, che di suo promette meraviglie sotto il profilo dell'efficienza energetica.

martedì 2 ottobre 2007

Telefonia Voip, arriva il tasto Jajah !

Voip, arriva il tasto Jajah

per far chiamere gli amici gratis


Permette a amici o lettori di mettersi in contatto con il titolare del tasto gratuitamente o ad un costo molto basso senza che questi debba rilasciare il proprio numero di telefono.

Inviare un'email, creare un blog o un sito web e ricevere telefonate dai lettori. Il tutto senza rilasciare un numero personale. Oggi tutto questo è possibile grazie a JAJAH. La Voip company ha infatti lanciato un tasto speciale, Tasto JAJAH appunto, che può essere inserito in email, siti web, blog e nei siti per il social networking quali MySpace, LinkedIn e Bebo.

Permette a amici o lettori di mettersi in contatto con il titolare del tasto gratuitamente o ad un costo molto basso senza che questi debba rilasciare il proprio numero di telefono o altre informazioni personali.

Nessun download, niente cuffie, contratti o costi. Il Tasto JAJAH è stato studiato per essere talmente semplice che chiunque sia in grado di aprire un'email potrà anche chiamare.

Chi chiama dovrà semplicemente inserire il proprio numero di telefono (fisso o cellulare) e la chiamata verrà messa in connessione gratuitamente per chi chiama, gratuitamente o ad un costo molto basso per il titolare del Tasto. Il Tasto può essere aggiunto alle pagine in modo semplice e immediato visitando il sito www.jajah.com.