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sabato 6 ottobre 2007

Sony via all'era delle Tv Oled

Con Sony via all'era delle Tv Oled, gli schermi piatti del futuro

Per l'industria dei televisori, il prossimo primo dicembre è una data storica. Per quella data è infatti previsto il lancio, in Giappone, del primo apparecchio ultra piatto a tecnologia Oled (Organic light-emitting diode) della Sony. Il nuovo arrivato, apripista d'eccellenza di un'intera nuova generazione di apparecchi televisivi, si siede da ospite illustre al tavolo dove oggi dominano i prodotti a cristalli liquidi e al plasma.
Un mercato, quello dei televisori "flat screen", che globalmente vale oltre 80 miliardi di dollari l'anno e che l'avvento della nuova generazione di schermi ultra sottili potrebbe fortemente condizionare per almeno tre buoni motivi. Primo: i display Oled hanno dalla loro una maggiore definizione dell'immagine in movimento, in quanto sono autoilluminati e l'emissione di luce sullo schermo per visualizzare le immagini avviene al passaggio della corrente e non da un'apposita lampada di retroilluminazione (presente invece negli Lcd). Secondo: lo spessore è di pochi millimetri. Terzo, forse il più importante: i consumi di energia sono inferiori di circa il 40% rispetto a un apparecchio a cristalli liquidi. Con tutti gli immaginabili e potenziali benefici che ne derivano alla voce costi.

Produttori al lavoro, anche oltre le Tv
Sony, che rivaleggia testa a testa con la Samsung Electronics per detenere il trono nell'ambito degli Lcd, è quindi il primo produttore a rompere gli indugi e – confermando le anticipazioni date lo scorso gennaio in occasione del Consumer Electronic Show di Las Vegas) - a presentarsi sul mercato con un televisore da 11 pollici (e soli tre millimetri di spessore) che stando alle indiscrezioni dovrebbe costare l'equivalente di circa 1.250 euro. Una cifra consistente se paragonata agli attuali prezzi di listino degli Lcd da 32 o 37 pollici o dei plasma da 40 e 42 pollici – entrambi si comprano anche sotto i 1.000 euro - ma in realtà un prezzo che oggi copre a malapena tutti i costi di sviluppo e produzione e che solo nel tempo diventerà realmente abbordabile per i consumatori. Il limite attuale della tecnologia Oled è infatti nel poter essere applicata ai grandi pannelli e questo potrebbe, almeno inizialmente, anche limitare l'appeal del grande pubblico. Che però potrebbe essere attratto da prezzi migliori rispetto agli Lcd, grazie a un processo produttivo più semplice e veloce rispetto a quello dei Tv a cristalli liquidi. Katsumi Ihara, Executive Deputy President alla Sony, ha inquadrato il lancio dei nuovi televisori sottolineando come gli schermi Oled difficilmente prenderanno subito il posto degli Lcd ma ha rimarcato anche come il potenziale di questa tecnologia, nell'immediato futuro, sia decisamente elevato. Sta di fatto che Sony ha pianificato di produrre dai prossimi mesi circa 2.000 Tv Oled su base mensile (oltre al formato da 11 pollici sono previsti anche tagli da 20 e 27 pollici) mentre il target di vendita per la linea di Lcd Bravia da qui alla fine di marzo è fissato a quota 10 milioni di unità.

E gli altri produttori? La Samsung ha già iniziato a utilizzare i nuovi schermi ultra sottili per alcuni modelli di lettori musicali ed ha già presentato i primi prototipi di pannelli Oled grande formato dalla doppia funzione monitor e Tv. Toshiba e Matsushita Electric Industrial (che in Europa opera sotto il marchio Panasonic) hanno tempo fa costituito una joint venture – la Toshiba Matsushita Display Technology – con l'obiettivo di dare avvio alla produzione commerciale di schermi piatti Oled per televisori entro il 2009, quando è previsto il debutto sul mercato del primo Tv Oled da 30 pollici (a firma Toshiba). Considerata l'importanza strategica del produrre in proprio i pannelli a schermo piatto, è lecito aspettarsi che anche gli altri "big" del settore presto annunceranno le loro mosse in chiave Oled. Philips e Lg Electronics, che già lavorano in joint venture per produrre schermi Lcd, hanno annunciato tempo fa di aver messo a punto un nuovo processo di fabbricazione per realizzare in economia schermi flessibili a tecnologia "organica" utilizzando una sottile lamina di plastica. I tempi sembrano quindi maturi ma la sensazione, comune a molti analisti di settore, è che si sia solo all'inizio: gli Oled sono sicuramente in pole position per diventare la tecnologia di riferimento per gli schermi del futuro ma occorrerà ancora qualche anno prima che questa diventi uno standard gradito a tutta l'industria televisiva. Nel frattempo vedremo se cellulari (la Kyocera ha già a catalogo un modello con display Oled), macchine fotografiche digitali (con la Kodak a fare da modello), console per videogiochi e soprattutto lettori multimediali portatili ne saranno l'ideale trampolino lancio. Anche in previsione di prendere il posto degli attuali pannelli Tft montati sui monitor per pc e sui computer portatili.

Un business (sulla carta) da 1,2 miliardi di dollari nel 2010
Quali sono i volumi di business di cui sono accreditati gli schermi Oled? Alcune società di ricerca specializzate, e la NanoMarkets in particolare, ha stimato che il giro d'affari globale degli schermi dalla "luce organica" toccherà quota 10,9 miliardi di dollari entro il 2012 e crescerà oltre i 15,5 miliardi alla fine del biennio successivo (di cui poco meno della metà derivanti dalle vendite ai produttori di cellulari e dispositivi mobili in genere). A fine 2007 questo mercato dovrebbe arrivare a 1,4 miliardi di dollari. I televisori Oled contribuiranno in modo sostanziale a questa "escalation" e stando ai dati della stessa società di ricerca svilupperanno un fatturato di 42 milioni di dollari nel 2008, 436 milioni nel 2009 e 1,2 miliardi entro il 2010. Di sicuro dovranno vincere la concorrenza degli apparecchi Lcd e le consuete diffidenze del pubblico verso una nuova tecnologia, che di suo promette meraviglie sotto il profilo dell'efficienza energetica.

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