http://www.vegpyramid.info    

mercoledì 5 novembre 2008

SipTheeSkype Skype SIP Gateway Bridge Software

Finalmente ci siamo !

Possiamo parlare di vera e propria integrazione fra Skype ed il mondo dei client basati su SIP. L’ho sperimentato e messo in pratica a casa mia e funziona in maniera eccellente; ottima qualità del suono, tempi di latenza ridottissimi, semplice da configurare, tutto basato su Java, dunque indipendente da qualunque SO.

Ecco in breve di cosa si tratta:

SipTheeSkype è un software scritto in Java che ti consente di effettuare e ricevere chiamate Skype dal tuo adattatore SIP/VoIP oppure dal tuo PBX basato su Asterisk. E’ altresì possibile effettuare e ricevere chiamate SIP direttamente da Skype. E’ un SW che ti consente di integrare Skype nel tuo sistema telefonico SIP/VoIP. In sostanza si tratta di un Skype/SIP Bridge/Gateway/Proxy/Adapter/Converter.

E’ dotato di un convertitore di codec al fine di convertire l’audio SIP RTP a quello compatibile Skype PCM e naturalmente converte da audio Skype PCM a SIP RTP. Infine è in grado di espletare segnalazione SIP e gestire il processo di chiamata di Skype attraverso il tuo adattatore SIP, oppure il tuo server Asterisk, oppure ancora per mezzo di PBX SIP o provider SIP VoIP.

Caratteristiche SipTheeSkype SIP to Skype Gateway:

· Chiamare utenti Skype utilizzando mappaggio di chiamate o chiamate rapide oppure usando SkypeOut
· Effettuare chiamate SIP da Skype usando un provider SIP oppure un PBX SIP
· Chiamanti Skype possono essere arbitrariamente rediretti ad indirizzi SIP
· Chiamanti SIP possono essere rediretti verso qualunque utenze Skype
· Mappaggio di autenticazione/esclusione da SIP verso Skype attraverso il caller ID SIP e blocchi di indirizzi IP
· Mappaggio di autenticazione/esclusione da Skype verso SIP attraverso l’ID del chiamante Skype
· Codifica/decodifica di toni multifrequenza SIP DTMF attraverso RFC2833, INFO oppure Inband
· Codifica/decodifica toni DTMF Skype attraverso Inband
· Connessione ad Asterisk o altro PBX SIP di utenze Skype
· Riproduzione automatica di files audio pre-registrati verso SIP e/o Skype
· Autenticazione con PIN per chiamante SIP
· Autenticazione con PIN per chiamante Skype
· PCMU (u-law)/PCMA (a-law)/G.711/speex/iLBC codec inclusi e GSM grazie a librerie addizionali
· Interfaccia codec per aggiungere codec personalizzati
· Attesa SIP e Skype
· Regole per chiamate SkypeOut – personalizzabili in base ai propri prefissi locali
· Regole per chiamate in uscita con SIP – personalizzabili in base ai propri prefissi locali
· Chiamate multiple – con messa in attesa (coda) di eventuali ulteriori chiamate
· Open Source – codice totalmente personalizzabile
· Download gratutio e libero
· Multipiattaforma – Usabile laddove funaziona Skype4Java (Windows/Linux/Mac OS X)
· Può essere utilizzato per il trunking con Skype utilizzando istanze multiple

Requisiti per SipTheeSkype SIP to Skype Gateway:

· Client Skype
· Java >= 1.5
· Adattatore SIP/VOIP come per esempio “spa-3102” al fine di effettuare e ricevere chiamate Skype, registrazione con un provider SIP oppure configurare il sistema con Asterisk/SIP PBX
· Piattaforma compatibile con Skype4Java

SipTheeSkype si avvale delle seguenti librerie – tutte già incluse nel download.

· mjsip/mjua 1.6 http://www.mjsip.org/ - Occorre utilizzare quanto incluso con SipTheeSkype inquanto sono state apportate delle modifiche e risolti alcuni bug
· Skype4Java https://developer.skype.com/wiki/Java_API - Nessuna modifica - E’ stato ricompilato per Java 1.5
· log4j-1.2.15 http://logging.apache.org/log4j/1.2/download.html - Nessuna modifica
· jspeex 0.9.2 http://jspeex.sourceforge.net - Nessuna modifica

Questo prodtto usa le API Skype ma non è riconosciuto, approvato o certificato in alcun modo da parte di Skype.

SipTheeSkype is Licensed under GNU
MJSip is licensed under GNU
Skype4Java is Licensed under Apache Software License v2.0
log4j is Licensed under Apache Software License v2.0
jspeex is Licensed under Apache Software License v2.0
sip-communicator is Licensed under GNU

Ecco dove effettuare il download:

http://siptheeskype.mhspot.com/siptheeskype_download.php

Le preziose guide che ho utilizzato per configurare SipTheeSkype a casa sul mio testbed

· SipTheeSkype Phone Adapter Setup Guide
· SipTheeSkype Skype Trunk Setup Guide

E naturalmente le FAQ

Che dire, il dado è tratto. Si va verso l’integrazione di tutti i sistemi VoIP e la cosa non può che fare piacere. Per qualunque domanda, richiesta di aiuto per la configurazione, non esitate a contattarmi. Sperimentate, sperimentate e postate commenti, problemi o dubbi a riguardo.

sabato 1 novembre 2008

Un esempio da seguire


Cara Italia e cari italiani,
vogliamo darci una mossa e cominciare a ragionare secondo buon senso !?
Mettete da parte la paura di ciò che non si conosce ed aprite la mente a nuovi orizzonti.
Open source significa libertà a 360° !

Per chi avesse ancora dei dubbi, uno sguardo rapido al video qui sotto vi darà un'idea sufficientemente precisa del risparmio ottenibile grazie all'open source.







Per qualsiasi informazione su come ottenere software libero e sull'utilizzo dello stesso, scrivetemi, oppure lasciate dei 'post' come commenti; ogni contributo arricchisce la discussione e diffonde informazioni preziose.

Ecco un link imperdibile, per conoscere la disponibilità di programmi liberi:
Programmi Open Source

Che cosa significa Open Source ?? Seguite questo link e lo scoprirete.

sabato 18 ottobre 2008

La Provincia di Taranto adotta il Voip

L'amministrazione provinciale di Taranto, a seguito di un accordo con Cisco
e NextiraOne, adotterà il Voip. A breve saranno attivati sistemi di
videoconferenza e formazione a distanza dei dipendenti


La Provincia di Taranto ha organizzato, in collaborazione con Cisco e NextiraOne, un convegno dal titolo Innovazione. Progetti, idee e risorse per trasformare la pubblica amministrazione.Le due società hanno stipulato un accordo con la provincia per la fornitura di soluzioni tecnologiche per ottimizzare il sistema comunicativo e ridurre i costi di gestione a carico dell'ente. L'evento costituirà, quindi, l'occasione per discutere dell'adozione della tecnologia Voip.

«La Provincia di Taranto ha scommesso sull'innovazione per rendere più efficiente il back office e i servizi resi al cittadino - spiega Domenico Mosca, assessore provinciale al Bilancio -. Non siamo all'anno zero: abbiamo cablato tutti i nostri uffici e realizzato alcuni importanti progetti come il cedolino online e la rassegna stampa e video online. Con il Voip cambieranno le modalità di organizzazione del lavoro. Introdurremo sistemi come la videoconferenza e la formazione a distanza per i nostri dipendenti».

Entusiasta dell'accordo anche Rosario Sorrentino, responsabile commerciale di NextiraOne per il Sud Italia. «Con la Provincia di Taranto abbiamo avviato una proficua collaborazione che integra il trasferimento tecnologico con un importante investimento nel capitale umano, che è quello che può far diventare un progetto di innovazione un vero e proprio successo».

L'attività solare


La comparsa delle macchie solari sulla fotosfera denota una certa condizione di irrequietezza dinamica del Sole. Altri fenomeni occasionali fortemente energetici, che si accompagnano alla comparsa delle macchie, coinvolgono anche l'atmosfera solare. L'insieme di tutti questi fenomeni, dei quali la comparsa delle macchie è il segno più facilmente evidente, costituiscono l'attività solare e le zone dove i fenomeni si presentano sono dette zone attive del Sole.Nei momenti in cui tali fenomeni si manifestano si parla di Sole attivo; in assenza di questi si parla di Sole calmo.Uno dei fenomeni fotosferici collegato all'attività solare è quello costituito dalle facole, regioni più brillanti della fotosfera rispetto a quelle circostanti, che non vanno confuse con la granulazione. Nell'area della loro comparsa si generano solitamente le macchie solari. Nelle facole l'intensità del campo magnetico diviene centinaia di volte maggiore di quello globale. L'estensione dell'insieme delle facole può arrivare a coprire una frazione importante della superficie solare visibile.
Articolo interessante di ...
MARIO DI MARTINO
INAF - OSSERVATORIO ASTRONOMICO DI TORINO
Finalmente sul Sole sono apparse le prime macchie solari, chiaro segno dell'inizio di un nuovo ciclo.

Tutto, quindi, nonostante i recenti allarmismi su un indebolimento dell'attività solare, sembra rientrare nella normalità. Una normalità relativa, comunque, in quanto in un passato relativamente recente una diminuzione dell'attività solare (le macchie solari scomparvero), iniziata intorno alla metà del XVII secolo e terminata una settantina di anni dopo, provocò sul nostro pianeta una mini-glaciazione con un abbassamento medio della temperatura di circa 2 gradi. Un fenomeno che, come si è già verificato in passato, potrebbe ancora accadere in futuro.
Da oltre un secolo e mezzo è noto che la nostra stella non è un oggetto stabile e immutabile, ma che la sua attività varia con un periodo la cui ciclicità non è strettamente regolare, ma è compresa tra i 10 e i 12 anni. È il cosiddetto «ciclo solare», di cui è responsabile il campo magnetico che permea la struttura del Sole stesso. Nel corso di questo ciclo il numero medio di macchie solari varia tra un massimo e un minimo. Durante il periodo di minimo dell'attività possono anche trascorrere alcuni mesi senza che sia visibile alcuna macchia (come è successo negli ultimi mesi), mentre durante il massimo è possibile osservare la presenza contemporanea di diversi grandi gruppi di macchie.

Il «numero di Wolf»Questa regolarità nel comportamento delle macchie solari venne notata per la prima volta verso la fine della metà dell'Ottocento dal tedesco Heinrich Schwabe, ma fu studiato in maniera più sistematica negli anni successivi dall'astronomo svizzero Rudolf Wolf, che introdusse il cosiddetto «numero di Wolf», sul quale, anche adesso, si basa la caratterizzazione dell'attività solare. Questo numero viene calcolato moltiplicando per 10 il numero di gruppi di macchie presenti sul disco solare, aggiungendovi poi il numero di macchie presenti in tutti i gruppi.

L'attività solare si manifesta in svariati modi, oltre alla variazione del numero di macchie, e molti fenomeni osservabili sulla nostra stella manifestano variazioni cicliche undecennali, tra cui la frequenza dei «brillamenti», espulsioni di massa dalla corona solare: sono tutti fenomeni, come le macchie, connessi all'attività magnetica del Sole. All'aumentare di questa attività corrisponde un incremento nella frequenza di aurore nelle regioni polari del nostro pianeta. I dati raccolti dalla sonda «Ulysses» ci dicono che il campo magnetico solare si sta indebolendo e, se questo trend dovesse continuare, il flusso di raggi cosmici sarebbe meno schermato e questo produrrebbe un aumento delle nubi nell'atmosfera terrestre. È stato infatti dimostrato che i raggi cosmici, ionizzando le molecole dell'atmosfera del nostro pianeta contribuiscono alla formazione delle nubi. Ad un campo magnetico più debole corrisponderebbe, quindi, un maggiore flusso di raggi cosmici con un conseguente aumento di nubi, le quali contribuirebbero a riflettere nello spazio una maggiore quantità di energia solare, bilanciando di conseguenza, almeno in parte, il riscaldamento indotto dalle attività antropiche.

I dati a disposizione e le conoscenze sulle interazioni tra i raggi cosmici, il campo magnetico solare e la loro influenza sul nostro pianeta, sono, tuttavia, ancora così scarse e incerte che trarre adesso delle conclusioni è per lo meno prematuro.

lunedì 23 giugno 2008

Microsoft VoIP Competence Center

Microsoft Office Communications Server 2007

Il Microsoft VoIP Competence Center è una struttura pensata e realizzata per far conoscere i benefici di una piattaforma di comunicazione integrata e diffondere l’utilizzo della tecnologia VoIP nel settore pubblico e privato.

Tali tecnologie consentono di semplificare il modo in cui le persone comunicano e collaborano, portando significativi benefici in termini di maggiore produttività e risparmio di costi.

Il Microsoft VoIP Competence Center è pensato per mettere a disposizione di clienti e partner un’infrastruttura tecnologica completa per testare in prima persona l’esperienza utente della soluzione Microsoft Unified Communications basata su Office Communications Server 2007 e Exchange Server 2007. La soluzione Microsoft di comunicazione integrata basata sul software non è mai stata così vicina all’utente.

L’architettura che costituisce lo scheletro tecnologico del Microsoft VoIP Competence Center è realizzata in collaborazione con i nostri partner.



Dove si trova

La struttura è composta da due sale nelle sedi degli uffici Microsoft di Segrate e Roma, attrezzate con personal computer, softphone, webcam, Office Roundtable e tutti gli apparati di audio/video/web conferencing integrati con i software Microsoft Unified Communications.

  • La realizzazione del Microsoft VoIP Competence Center è stata possibile grazie all’importante contributo dei nostri partner: Nortel Networks, Telecom Italia, Filippetti, Ge@com, Nextiraone, Lanservice e Seltatel. Olidata ha fornito i server per realizzare l’infrastruttura e i PC per l’allestimento delle sale


  • Come accedere

    Per organizzare una visita al Microsoft VoIP Competence Center contattate il vostro riferimento Microsoft o chiamate il contact center al numero 02 70398398.

    Il centro è aperto a tutti i clienti e i partner interessati alla soluzione Microsoft Unified Communications che include i seguenti prodotti:

  • Office Communications Server 2007
  • Office Communicator 2007
  • Office Live Meeting 2007
  • Office RoundTable
  • Office Live Meeting Services
  • Exchange Server 2007
  • Exchange Hosted Services


  • domenica 11 maggio 2008

    Tim e Vodafone per l'iPhone in Italia

    Due laconici comunicati rilasciati in queste ore confermano l'arrivo del telefonino di Apple entro l'anno.

    La conferma ufficiale arriva stamane con due comunicati laconici.

    "Telecom Italia annuncia oggi di aver siglato l'accordo con Apple per portare l'iPhone in Italia entro l'anno", si legge sul sito di Telecom.
    Entro l'anno è anche il termine indicato da Vodafone, che sul suo sito corporate parla di introduzione in dieci mercati: Australia, Repubblica Ceca, Egitto, Grecia, Italia, India, Portogallo, Nuova Zelanda, Sud Africa e Turchia.

    Nessun dettaglio ulteriore trapela al momento, anche se fonti non ufficiali lasciano intuire un primo ingresso a giugno, con modelli 3G da 8 e 16 Gb.

    Ecco una breve demo delle funzionalità dell'iPhone:




    Link di alcuni siti italiani di riferimento per l'iPhone:

    http://www.iphoneitalia.com/

    http://www.iphone-italia.com/

    http://www.iphone.it/

    http://www.melaiphone.com/


    giovedì 1 maggio 2008

    Fisco - Visco - Redditi Online

    Per amor di verità pubblico online due articoli, estratti da due differenti decreti presidenziali, dai quali l'agenzia delle entrate avrebbe tratto ispirazione per la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi sul proprio sito. La stessa Agenzia comunica sul proprio website che l'accessibilità a tali informazioni è stata sospesa al fine di procedere ai doverosi chiarimenti nei confronti del Garante per la privacy.

    Giusto o sbagliato che sia, la decisione di pubblicare tali elenchi sembra proprio rientrare in un contesto di normalità, visto che già presso i comuni o comunque gli uffici territoriali competenti, questi elenchi sono da sempre disponibili.
    Resta il dubbio sulla modalità di accesso a queste informazioni 'sensibili'. Per quanto mi riguarda, la cosa più opportuna da fare sarebbe quella di garantire l'accesso agli elenchi dei redditi via web a chiunque, purchè munito di un proprio Account personale (con tanto di password + codice fiscale).

    Semplice, no ? Altrimenti a che ci serve l'informatica ?

    Comunque sia ecco qui di seguito i due articoli di legge che dovrebbero accreditare le ragioni di coloro che si sono resi protagonisti della messa online delle dichiarazioni dei redditi di tutti gli italiani.

    ISTITUZIONE E DISCIPLINA DELL’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO

    (Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633

    e successive modificazioni ed integrazioni)

    Articolo 66-bis
    Pubblicazione degli elenchi di contribuenti

    1. Il Ministro delle finanze dispone annualmente la pubblicazione di elenchi di contribuenti nei cui confronti l'ufficio dell'imposta sul valore aggiunto ha proceduto a rettifica o ad accertamento ai sensi degli articoli 54 e 55. Sono ricompresi nell'elenco solo quei contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione annuale e quelli dalla cui dichiarazione risulta un'imposta inferiore di oltre un decimo a quella dovuta ovvero un'eccedenza detraibile o rimborsabile superiore di oltre un decimo a quella spettante. Negli elenchi deve essere specificato se gli accertamenti sono definitivi o in contestazione e deve essere indicato, in caso di rettifica, anche il volume di affari dichiarato dai contribuenti.

    2. Gli uffici dell'imposta sul valore aggiunto formano e pubblicano annualmente per ciascuna provincia compresa nella propria circoscrizione un elenco nominativo dei contribuenti che hanno presentato la dichiarazione annuale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, con la specificazione, per ognuno, del volume di affari. Gli elenchi sono in ogni caso depositati per la durata di un anno, ai fini della consultazione da parte di chiunque, sia presso l'ufficio che ha proceduto alla loro formazione, sia presso i comuni interessati. Per la consultazione non sono dovuti i tributi speciali di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 648.

    3. abrogato

    4. Gli stessi uffici pubblicano, inoltre, un elenco cronologico contenente i nominativi dei contribuenti che hanno richiesto i rimborsi dell'imposta sul valore aggiunto e di quelli che li hanno ottenuti.



    DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 29 settembre 1973, n. 600
    Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi

    Articolo 69

    Pubblicazione degli elenchi dei contribuenti.

    1. Il Ministro delle finanze dispone annualmente la pubblicazione degli elenchi dei contribuenti il cui reddito imponibile è stato accertato dagli uffici delle imposte dirette e di quelli sottoposti a controlli globali a sorteggio a norma delle vigenti disposizioni nell'ambito dell'attività di programmazione svolta dagli uffici nell'anno precedente.

    2. Negli elenchi deve essere specificato se gli accertamenti sono definitivi o in contestazione e devono essere indicati, in caso di rettifica, anche gli imponibili dichiarati dai contribuenti.

    3. Negli elenchi sono compresi tutti i contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi, nonché i contribuenti nei cui confronti sia stato accertato un maggior reddito imponibile superiore a 10 milioni di lire e al 20 per cento del reddito dichiarato, o in ogni caso un maggior reddito imponibile superiore a 50 milioni di lire.

    4. Il centro informativo delle imposte dirette, entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello di presentazione delle dichiarazioni dei redditi, forma, per ciascun comune, i seguenti elenchi nominativi da distribuire agli uffici delle imposte territorialmente competenti:

    a) elenco nominativo dei contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi;

    b) elenco nominativo dei soggetti che esercitano imprese commerciali, arti e professioni.

    5. Con apposito decreto del Ministro delle finanze sono annualmente stabiliti i termini e le modalità per la formazione degli elenchi di cui al comma 4.

    6. Gli elenchi sono depositati per la durata di un anno, ai fini della consultazione da parte di chiunque, sia presso lo stesso ufficio delle imposte sia presso i comuni interessati. Per la consultazione non sono dovuti i tributi speciali di cui al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 648 (34). 7. Ai comuni che dispongono di apparecchiature informatiche, i dati potranno essere trasmessi su supporto magnetico ovvero mediante sistemi telematici.


    Che altro aggiungere ?

    Visto che in Italia abbiamo una spregiudicata miriade di consulenti di sistemi informativi e specialisti della sicurezza informatica, bastava consultare qualcuno di questi 'esperti' per scongiurare sciagurate ed incontrollate consultazioni di dati sensibili di questa entità da parte di chiunque fosse munito di un semplice PC ed un modem sgangherato da quattro soldi !

    Per correttezza riporto anche l'ultimo comunicato da parte dell'Agenzia delle Entrate in merito alla questione:

    COMUNICATO STAMPA

    Elenchi contribuenti, sospesa consultazione online
    per delucidazioni al Garante della Privacy
    Nei giorni scorsi l’Agenzia delle Entrate ha predisposto e inviato a ciascun Comune mediante sistemi telematici, i relativi elenchi nominativi dei contribuenti che hanno presentato le dichiarazioni dei redditi e dell’imposta sul valore aggiunto relative all’anno d’imposta 2005. Gli elenchi sono stati resi pubblici ai sensi dell’articolo 69 del Dpr 600 del 1973 e dell’articolo 66 bis del Dpr 633 del 1972.

    A causa dell’elevato numero di accessi al sito dell’Agenzia ed al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali, è sospesa la disponibilità degli elenchi nella sezione uffici dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competenti del sito internet www.agenziaentrate.gov.it,

    Roma, 30 aprile 2008

    sabato 26 aprile 2008

    Linux & IBM

    San Francisco (USA) - Sfruttando l'esperienza maturata nel settore dei blade, IBM ha progettato una nuova tipologia di server, chiamata iDataPlex, con cui promette di risolvere i due maggiori problemi che oggi affliggono i datacenter delle grandi aziende: gli ingenti consumi elettrici e la crescente fame di spazio.

    IBM svela i server per il Web 2.0"La crescita esponenziale dei data center è destinata a proseguire, in quanto lo streaming di video, i giochi online e i social network intasano il traffico Internet, obbligando così le imprese a creare sistemi informatici sempre più estesi, attivi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, che finiscono per divorare le risorse energetiche", spiega IBM.

    Il big di Armonk afferma che i server iDataPlex aumentano più del doppio il numero di unità che un singolo rack IBM è in grado di contenere, utilizzano il 40% in meno di energia elettrica e forniscono cinque volte la potenza elaborativa di un server blade tradizionale. Oltre a questo, i sistemi iDataPlex sono già predisposti per essere raffreddati ad acqua, anziché ad aria, e impiegano quasi esclusivamente componenti standard e software open source, tra i quali Linux.

    iDataPlex si rivolge particolarmente alle aziende che fanno largo uso di applicazioni Web e ai principali fornitori di servizi Web 2.0, due ambiti in cui questa nuova tipologia di server "ultradensi" si candida a rimpiazzare i tradizionali - e, secondo IBM, poco efficienti - server white-box, generalmente assemblati con i tradizionali componenti per PC.

    IBM sostiene che iDataPlex rappresenti il fondamento hardware per la realizzazione delle cosiddette cloud, reti di computer che forniscono la possibilità di eseguire attività di calcolo utilizzando risorse distribuite, accessibili a livello globale (generalmente mediante servizi Web 2.0) e gestibili in modo centralizzato.

    iDataPlex DX340 server



    "iDataPlex, in linea con l'iniziativa IBM Blue Cloud, è in grado di connettersi ad altre macchine all'interno di un cloud e processare in parallelo parti di applicazioni di grandi dimensioni, garantendo tempi di risposta rapidi per funzioni quali la ricerca di immagini", si legge in questo comunicato di Big Blue. "La combinazione di Blue Cloud e iDataPlex può inoltre consentire alle imprese di adattarsi velocemente a possibili cambiamenti del carico di lavoro richiesto, utilizzando così l'energia elettrica in modo più efficiente".

    iDataPlex sarà disponibile negli Stati Uniti e in Canada in giugno e sarà distribuito nel resto del mondo entro la fine dell'anno.

    http://www-03.ibm.com/linux/


    domenica 20 aprile 2008

    Su MySQL lo spettro del closed source?

    Dal Punto Informatico un articolo di Alessandro Del Rosso

    Più chiuso il futuro di MySQL?

    Santa Clara (USA) - Il celebre database open source MySQL sta attraversando una delle fasi più travagliate e cruciali della propria esistenza. Da una parte c'è l'attesa per la nuova versione 5.1, appena posticipata di diverse settimane e ora disponibile come release candidate, dall'altro lato ci sono i molti interrogativi sollevati dalla recente acquisizione di MySQL da parte di Sun.

    Ad agitare ancor più le acque un post apparso sul blog di Jeremy Cole, noto consulente di MySQL. Cole afferma che Sun avrebbe intenzione di introdurre nella versione commerciale del database, la Enterprise, alcune funzionalità non presenti nella versione Community (gratuita): tra queste, il supporto ai backup online. "Questo rappresenta un sostanziale cambiamento al suo modello di sviluppo", ha scritto Cole. "Fino ad oggi, infatti, tutte le nuove funzionalità sono state sviluppate sia per MySQL Community che per MySQL Enterprise".

    Alcuni hanno interpretato questa indiscrezione come la volontà di Sun di chiudere progressivamente il codice di MySQL, tanto che Slashdot ha ripreso la notizia titolandola Sun to Begin Close Sourcing MySQL: l'effetto, all'interno della comunità open source, è stato equivalente a gettare un fiammifero in una polveriera.
    Ma come stanno realmente le cose? Cole afferma che Mickos ha confermato quanto da lui rivelato, ossia che Sun svilupperà delle nuove funzionalità per MySQL Enterprise 6.0 senza renderle disponibili nell'edizione Community. Sul forum di Slashdot Mickos ha però precisato che MySQL Enterprise 6.0 conterrà una funzionalità di backup nativa che sarà disponibile a tutti sotto licenza GPL. Il dirigente ha tuttavia ammesso che verranno sviluppati anche "add-on high-end", che implementeranno funzionalità come la cifratura o supporteranno specifici motori di storage, che verranno forniti solo insieme all'edizione Enterprise. Mickos afferma che Sun non ha ancora deciso sotto quale licenza rilasciare questi add-on: si potrebbe trattare della GPL, di un'altra licenza FOSS o di una commerciale. L'ex CEO di MySQL AB ha poi detto che questa decisione era stata presa prima che Sun acquisisse la sua azienda, e ha garantito che il core di MySQL, nonché l'attuale codice del software, resteranno per sempre sotto GPL.

    Mickos ha spiegato che l'add-on per il backup si interfaccerà con le API per il backup di MySQL come qualsiasi altro plug-in (commerciale o gratuito) di terze parti.

    "Cosa c'è di sbagliato in questo?", domanda l'utente Kristoph sul forum di Slashdot. "Per prima cosa, non c'è niente che impedisca lo sviluppo di soluzioni di backup open source per questa API, o che impedisca alle terze parti di creare le proprie soluzioni. Perché Sun non dovrebbe avere lo stesso diritto?"

    C'è tuttavia chi teme che Sun finirà per eliminare dal ramo di sviluppo della versione Community buona parte delle funzionalità più avanzate, specialmente relative al backup e alla gestione dei database, trasformando di fatto l'edizione Community in una sorta di versione "lite" di MySQL.

    Cole fa infine notare come MySQL Enterprise abbia una base di utenti assai più piccola rispetto a quella di MySQL Community. "Questo significa - afferma il consulente - che le funzionalità critiche saranno testate soltanto da pochi clienti. Così, di fatto, Sun fornirà ai suoi utenti paganti del codice non testato".

    Per il momento, a parte le precisazioni di Mickos pubblicate sui forum, dai vertici di Sun non è arrivato alcun annuncio ufficiale, e gli osservatori più cauti sottolineano che i piani commerciali dell'azienda relativi a MySQL appaiono tutt'altro che definiti.

    Come si è detto, negli scorsi giorni Sun ha rilasciato la prima release candidate di MySQL 5.1. La versione finale avrebbe dovuto vedere la luce in questi giorni, ma Sun ha deciso di posticiparne il lancio ufficiale al prossimo giugno.

    Il motivo di questo ritardo, secondo quando dichiarato da Marten Mickos, ex CEO di MySQL AB ed ora vice presidente di Sun, è la volontà di non ripetere l'errore compiuto due anni fa con la release 5.0: questa, su stessa ammissione di Mickos, fu infatti rilasciata prematuramente, quando ancora non aveva raggiunto gli standard qualitativi prefissati.

    Morale della favola, il team di sviluppo di Sun intende testare MySQL 5.1 ancora per un paio di mesi, correggendo tutti i bug emersi di recente e quelli che saranno scovati in queste settimane.
    Sun afferma che la prossima release di MySQL è stata progettata per migliorare le performance e semplificare la gestione delle applicazioni basate su database di grandi dimensioni: in quest'ultimo campo applicativo, MySQL 5.1 fornirebbe il 15% in più di performance rispetto alla versione attuale.

    Tra le novità della nuova release si citano il supporto a cinque differenti tipi di partizionamento orizzontale dei dati (range, hash, key, list e composite), replica ibrida e raw-based dei dati, tool per lo scheduling degli eventi, e un nuovo Upgrade Advisor per l'add-on commerciale MySQL Enterprise Monitor.


    Di seguito una breve intervista a Patrizio Tassone, consulente e fondatore della prima società partner di MySQL AB in Italia, sulle indiscrezioni riportate da Cole e sulle novità dell'imminente MySQL 5.1.

    Punto Informatico: Cosa ne pensi della prospettata strategia di Sun di aggiungere funzionalità in MySQL Enterprise non presenti nella versione Community?

    Patrizio Tassone: Le funzionalità di backup online sono molto importanti per chi gestisce database, in particolare di grandi dimensioni, per cui l'utilizzo del tool mysqldump non è sufficiente né consigliato. Sun ha stretto alleanze con altri fornitori di soluzioni di backup, ma si tratta comunque di tool esterni all'ambiente.

    Certo, il fatto che questo sarà disponibile solo per gli utenti paganti può creare un po' di risentimento, ma se questo è un modo per poter disporre di un buon prodotto, un prodotto che Sun cercherà di migliorare nel tempo e su cui investirà non solo in funzionalità ma anche in qualità, direi che tale mossa è benvenuta: dopotutto già adesso il tool di monitoring è solo per i clienti Enterprise, e non mi pare che nessuno si sia particolarmente scandalizzato per questo. Inoltre nulla vieta di utilizzare eventuali API del motore per sviluppare tool esterni, rilasciandoli sotto licenze libere.
    È un approccio, quello di riservare parte di feature avanzate solo agli utenti paganti, che stanno seguendo diverse aziende che gravitano intorno al software open: francamente non so se sia la via per la sostenibilità di tali società, ma se la versione "libera" rimane sufficiente per la maggioranza degli usi, penso non ci sia molto da contestare. In fin dei conti Sun ha appena speso un miliardo di dollari, ed è abbastanza scontato che intenda rientrare di tale cifra il più presto possibile.

    PI: C'è chi pensa che l'acquisizione di MySQL da parte di Sun possa contribuire a diffondere questo database tra le grandi aziende, mentre altri temono che potrebbe ridurre la partecipazione degli sviluppatori open source allo sviluppo del software. Tu che ne pensi?

    PT: Non mi pare che MySQL abbia mai avuto grandi contributi - in termini di codice - da sviluppatori esterni: la quasi totalità di chi scrive il sorgente è stipendiato da MySQL AB (ora di Sun), e questo da diversi anni. Il contributo della comunità è dato dall'enorme base di test - e per un database la stabilità e l'assenza di bug sono fondamentali - che riesce a raggiungere; per contro, la comunità ottiene indietro un database a costo zero e sotto licenza GPL2: mi sembra, tutto sommato, uno scambio equo.

    Sicuramente Sun aiuterà la crescita di MySQL offrendo un supporto globale, non solo tecnico ma anche commerciale, che MySQL AB da sola non sarebbe riuscita ad offrire, e questo potrà farla diventare un player credibile nella ricca partita dei database, dominata oggi da IBM, Oracle, Microsoft e Sybase. Certo, dovrà dotarsi di quelle funzionalità enterprise che ancora oggi mancano, come fanno notare diverse analisi indipendenti: i database open source, infatti, non sembrano scalfire minimamente la base forte di installato, rimanendo relegati a compiti di secondo ordine.

    PI: Un commento sulle novità di MySQL 5.1?

    PT: Le novità di questa release sono di particolare interesse, sicuramente per gli addetti ai lavori, un po' meno per chi fa uso generico del database.

    Quella più generica è sicuramente un (atteso) miglioramento delle performance: si parla di un 15% medio, sicuramente rispetto alla 5.0; da verificare le performance rispetto alla 4.0, che rimane una delle migliori versioni di MySQL e che ne hanno decretato il successo.

    Il partitioning, che fa la prima comparsa in questa nuova release, permette una gestione dei dati suddivisa su diverse tabelle fisiche: la velocità di accesso alle informazioni aumenta notevolmente, ed è una soluzione fondamentale quando i dati crescono e laddove l'applicazione non permetta un partizionamento "logico" lato applicazione. Ovviamente non è certo una prerogativa di MySQL, una funzionalità analoga è presente su tutti i database concorrenti, proprietari, nella loro versione enterprise (che, solo per disporre di questa funzionalità, passano ad avere costi spesso improponibili per la piccola e media impresa).

    Tra le novità maggiormente attese da chi necessita di elevate performance e affidabilità c'è l'utilizzo del disco per lo storage NBD, che permetterà a MySQL Cluster, la versione parallela di MySQL sotto licenza GPL2, di non essere più un database totalmente in memoria, il che ne amplierà sicuramente gli ambiti di utilizzo: il prodotto non è certo di facile gestione, ma in certi ambiti non si può fare a meno di questa complessità.

    Interessante anche l'uso di uno scheduler interno al database, che permetterà di lanciare procedure o istruzioni SQL senza appoggiarsi al cron di Linux o al task scheduler di Windows: utile, ad esempio, quando sono presenti procedure batch di importazione dati o di ottimizzazione delle tabelle.

    Le novità non sono solo queste, ovviamente, in ogni caso ritengo che la direzione intrapresa dal team di sviluppo sia quella giusta. C'è però ancora molto da lavorare, e non solo sul motore, ma anche sui tool "esterni" al database, che aiutano nella gestione dello stesso.

    domenica 2 marzo 2008

    Asterisk, il compagno di merende di Skype

    Un articolo molto interessante

    Asterisk, il compagno di merenda di Skype“The dream machine”“The time for dreaming is over”… Queste ed espressioni assimilabili ricorrono sovente nella cultura d’oltreoceano: sono locuzioni che assumono connotazioni e significati diversi in base all’argomento, al periodo ed agli umori dello Zeitgeist, quello che i tedeschi chiamano lo spirito dei tempi.

    E il Zeitgeist che il destino ha dato alla nostra generazione sembrerebbe essere il mondo della comunicazione (in un mondo dove le persone fanno fatica a parlarsi in modo sincero).

    Googlando nella Skyland (così la chiamano) ho notato che le espressioni a cui ho fatto cenno ricorrono anche in tale contesto plasmandosi in una fisionomia che comincia a delinearsi in modo chiaro … in sintesi il sogno del mondo delle comunicazioni sembrerebbe incarnarsi nel matrimonio tra Skype e Asterisk, il noto software Open Source, inizialmente sviluppato da Mark Spenser di Digium, che implementa un vero e proprio PBX e che sta spopolando tra le aziende del Vecchio e Nuovo Mondo.

    Più precisamente stiamo parlando dei vari gateway apparsi negli ultimi tempi che interfacciano i due mondi. Ad oggi ne esistono parecchi; per citarne qualcuno: skip2pbx, chanskype e quello dell’azienda italiana Stonevoice. Chi vuole, troverà nel sito di Voip-Info una esauriente trattazione.

    Anche la installazione e configurazione di Asterisk si è semplificata e pur non essendo ancora noob friendly - amica cioè di chi di informatica ne capisce poco - è sicuramente alla portata di molti.

    Elogiare Skype è scontato, lapalissiano direbbero i colti. Ma per poter eccellere a Skype mancava un piccolo asterisco che lo collegasse con il resto del mondo (similmente a quanto fa il simbolo * negli ambienti UNIX e DOS nei quali è utilizzato nella ricerche per sottostringhe dei file). E lo ha trovato. L’anima gemella potrebbe appunto essere Asterisk.

    Per stessa ammissione degli ideatori, Skype è nato principalmente per assolvere le esigenze del mercato consumer e questa filosofia mal si presta all’impiego massivo in ambito business. La mancanza di alcune funzionalità addirittura potrebbe pregiudicarne l’utilizzo. Gli serve un PBX.

    PBX. Termine a volte fin troppo ignorato anche dagli esperti in informatica e dai responsabili ICT delle nostre PMI ma che è il compagno costante del noioso lavoro quotidiano dal quale contribuisce a distrarci grazie a qualche telefonata furtiva non strettamente attinente alle mansioni lavorative.

    Acronimo di Private Branch eXchange, il PBX o PABX altro non è che una centralina telefonica interna alle aziende. Fornisce funzioni quali deviazione di chiamata, instradamento di una telefonata in base al verificarsi di determinate condizioni (identificativo del chiamante, provenienza, orario ecc…) su un altro interno, creazione di gruppi di lavoro, definizione delle classi di servizio, delle tabelle di abilitazione e/o delimitazione, la possibilità di interfacciarsi con il sistema videocitofonico (apertura cancelli, porte ed altro), gestione del vivavoce, possibilità di inclusione in una conversazione in corso e centinaia di altre funzioni che sono pane quotidiano.

    Il costo di una centralina di questo genere, per una media azienda con circa 100 interni e una decina di portatili DECT, potrebbe benissimo avvicinarsi ai 35.000 euro. Al quale si aggiunge una percentuale oscillante tra il 12 e il 17 per cento da corrispondere al fornitore a titolo di contratto annuo di assistenza/manutenzione se non si vuole “restare a piedi”. In circa 6 anni il costo raddoppia.

    Le stesse funzionalità di un PBX hardware le troviamo in Asterisk a cui serve solo un buon server (magari con RAID5, componentistica ridondata e fornito di un contratto di assistenza con tempi di intervento chiari e stringenti), qualche scheda e un paio di giorni di lavoro.

    Costo? Diciamo 5/6000 euro. Non più. Decisamente più economico rispetto a un sistema tradizionale. L’introduzione in azienda del binomio Asterisk/Skype(out) necessariamente in aggiunta alla tradizionale PSTN e al Voip in senso lato va ad interessare tutte e tre le componenti che concorrono alla formazione del costo complessivo di un sistema telefonico.

    Per quanto rilevante, il costo del traffico è solo una delle 3 variabili; le altre due sono i costi fissi che sono riconosciuti al gestore di turno per le borchie ISDN della selezione passante e il canone annuale di manutenzione corrisposto all’azienda che segue la centralina oltre al costo iniziale di cui si è detto. E vi assicuro che incidono non poco.

    Con Asterisk niente costi fissi, assistenza al bisogno. Con Skype e Voip risparmio sul traffico. E soprattutto nessun legame possessivo con la casa costruttrice della centralina. Dunque un matrimonio e un divorzio (o male che vada di un tradimento). Vi basta?

    Per chi volesse approfondire gli argomenti, la sitografia disponibile è ampia; oltre al sito ufficiale in lingua inglese, vale la pena dare una scorsa a Daily Asterisk , allo user’s group italiano Asterisk PBX e a Skype Journal. Buona lettura.

    Voip Impact 2007

    Il Voip Impact 2007 presenta i risultati di una ricerca condotta dall'Università Bocconi con Cisco e Italtel che decreta la forte crescita del Voip nelle imprese


    Il Voip (Voice Over IP) è la tecnologia che consente di telefonare tramite internet, offrendo numerosi vantaggi che le aziende italiane sembrano apprezzare sempre di più.



    Oggi, in occasione del Voip Impact 2007, L'Università Bocconi ha presentato i risultati di un'indagine condotta in collaborazione con Cisco e Italtel su un campione di 1.360 imprese. L'obiettivo era analizzare l'attuale diffusione della comunicazione Voip e di indagare le intenzioni per il prossimo futuro. I dati restituiscono un quadro in cui la nuova tecnologia ha già superato la prima fase d'introduzione ed è utilizzato da più di un terzo delle grandi imprese. A trainare l'espansione del Voip sono proprio le aziende con più di 500 dipendenti, delle quali il 20% aveva progettato di introdurlo già dal 2003. Così oggi il 16,8% delle imprese con più di 10 dipendenti adotta sistemi Voip mentre il 64% del campione è potenzialmente interessata a farlo. Solo il 19% delle imprese intervistate ammette di non conoscere affatto questa tecnologia.

    Coloro che sono passati al Voip ne fanno un uso piuttosto avanzato e il 50% di loro intende sostituire totalmente la rete telefonica tradizionale. I motivi alla base di questa scelta sono innumerevoli: oltre a una maggiore qualità della comunicazione (52%), gli intervistati indicano un netto miglioramento dei servizi per gli utenti (63%) e un notevole abbattimento dei costi (50%).

    Ferdinando Pennarola, docente di Sistemi informativi e organizzazione aziendale alla Bocconi e coordinatore della ricerca, afferma che «è solo questione di tempo e i sistemi VoIP saranno un giorno adottati da tutte le utenze», un fenomeno che «trascinerà altre innovazioni, in particolare di natura organizzativa nel mondo delle imprese».

    giovedì 14 febbraio 2008

    PayPal 5 €uro

    Fare soldi con la catena "targata PayPal" è solo una 'balla' colossale - ecco perchè - !!!!!!

    Rischio di blocco del conto PayPal per chi aderisce all'ennesima variante della catena "investi cinque euro e diventa milionario". Le esperienze dei partecipanti.


    "RAGA HO TESTATO DI PERSONA ARRIVANO I SOLDI!!" Esordisce così l'invito che sta intasando in questi giorni le caselle di posta elettronica di tutta Italia, isole comprese.

    Si tratterebbe di un "programma Approvato da PAYPAL, semplice e veloce per ricevere tanti soldi facilmente e velocemente". Il meccanismo è il solito: si riceve una lista di indirizzi di e-mail, si mandano dei soldi tramite PayPal al primo indirizzo della lista, si mette il proprio indirizzo di e-mail in fondo alla lista, e si aspetta che arrivino euro a migliaia sul proprio conto PayPal.

    La differenza, rispetto al passato, è questa presunta garanzia da parte di PayPal, che nonostante le affermazioni fatte ripetutamente dal messaggio è assolutamente falsa.

    Il messaggio infatti afferma che "PayPal ha verificato che questo schema di investimento di Pound 3 (5 Euro ... essendo nato in Inghilterra era originariamente in Pound o Sterline) è LEGALE e si è rivelato il migliore dell'anno".

    Basta però leggere le regole d'uso in italiano di Paypal.com per notare che usare Paypal per questo tipo di sistema a piramide è specificamente vietato: "Per proteggere gli utenti e mantenere un ambiente sicuro, è vietato l'utilizzo di PayPal per i pagamenti relativi a schemi piramidali, multi level marketing e progetti del tipo 'come guadagnare soldi rapidamente'." Le conseguenze dell'uso del conto Paypal per far parte di questo sistema di "guadagno garantito" possono arrivare al blocco del conto.

    Come se questo non bastasse, secondo il sito Breakthechain.org questo sistema a piramide è addirittura illegale in molti paesi, compresi gli Stati Uniti, dove è specificamente vietato dal titolo 18, sezioni 1302 e 1341, delle leggi statunitensi che regolamentano la posta e le lotterie.

    Siccome nonostante le infinite smentite dell'efficacia di questi sistemi c'è sempre una marea di gente che ci crede, ecco le interviste di alcuni partecipanti fra quelli indicati nella lista di uno di questi "inviti". Dei cinque contattati, soltanto due hanno risposto, nonostante la garanzia dell'anonimato.

    Uno degli intervistati, E., afferma: "ho iniziato la catena una settimana fa....quindi a detta del tizio dalla quale l'ho presa è ancora presto per vedere guadagni...però li ho contattati tutti e loro mi hanno detto o inviato foto dei loro reali guadagni: cifre lontane da quelle sponsorizzate, ma come in ogni cosa c'è sempre l'eccezzione [sic] in negativo e positivo".

    Un altro partecipante, B.B., dichiara: "partecipo da circa 25 giorni...i soldi arrivano incirca 20 giorno dopo l'adesione..i guadagni milionari decisamente non arrivano [...] posso solo dire che di pagamenti se ne ricevono con una media non altissima...in 4 giorni ho ricevuto se non vado errando [sic] 255 euro ma oggi che è il quinto giorno i pagamenti si son ridotti a 2 o 3..per cui è chiaro che vada sempre di piu disfandosi. Sinceramente non mi sono informato della legalità della cosa in quanto si sente sempre parlare di catene ed ho voluto provare di persona".

    255 euro a fronte di un investimento di cinque euro possono sembrare un investimento vantaggioso, ma occorre tenere presente che per ottenere questo risultato il partecipante ha fatto spamming. Ipotizzando un tasso di adesione del 10%, simile a quello promesso nel messaggio, 255 euro equivalgono ad oltre cinquecento e-mail di spam. Considerato che una singola segnalazione al Garante da parte di un utente spammato può costare 250 euro, è un investimento ad alto rischio. Senza contare che Paypal può bloccare il conto per violazione delle regole d'uso.

    Inutile sprecare fiato per spiegare di nuovo perché il meccanismo della piramide non funziona: chi crede a queste cose è refrattario al ragionamento matematico e probabilmente gioca anche i numeri ritardatari al lotto. Se vuole buttar via i propri soldi, si accomodi: ma non a spese degli altri, intasando la Rete con il proprio spam. Qualche utente inferocito potrebbe segnalare a Paypal la violazione e bloccare il conto allo spammer: basta mandare un messaggio all'assistenza clienti PayPal o telefonare al numero italiano apposito (848 390 110). Altro che "guadagnare soldi facilmente".

    Paypal consiglia di usare l'indirizzo spoof@paypal.com come metodo preferito per segnalare gli spammer di questa catena.


    mercoledì 30 gennaio 2008

    Frode - Societe Generale

    La sicurezza It è all'origine della frode colossale alla Societe Generale

    Il trader francese non era un hacker, ma possedeva limitate competenze
    informatiche: eppure ha creato una voragine di almeno 5 miliardi di
    euro. La parola agli esperti di security


    La sicurezza It torna sotto la lente, dopo il buco colossale da 5
    miliardi di euro (che forse ammonta a dieci volte tanto, 50
    miliardi) causato da un piccolo trader alla blasonata banca francese
    Societe Generale.

    Il trader francese che ha causato la frode non era un hacker, ma aveva
    limitate competenze informatiche: com'è stato possibile una simile
    disfatta della security?

    Ancora molti dettagli devono venire alla luce per capire cosa abbia
    fatto veramente Jerome Kerviel, lo spericolato trader di Societe Generale.
    Tuttavia dagli elementi in mano agli esperti di sicurezza, sappiamo che:
    l'hacker si loggava con le credenziali dei suoi colleghi, ma Richard
    Stiennon punta il dito contro il gruppo di risk management di SocGen:
    non avevano di meglio delle password per evitare una truffa così
    enorme? Gli istituti finanziari che hanno rifiutato forti controlli di
    autenticazione, devono decisamente rivedere i loro modelli di rischio.

    Inoltre ci si chiede come sia possibile che un ragazzo che conosceva solo Microsoft
    Office, Visual Basic e poco altro, sia stato in grado di far crollare le borse europee con un il buco della Societe Generale.

    Esistono software per evitare e prevenire attività non autorizzate.
    Il dubbio è il seguente: Societe Generale aveva un sistema di sicurezza
    costantemente aggiornato? Finché questo interrogativo rimarrà senza risposta,
    non si capirà esattamente cosa sia avvenuto nella frode del secolo.
    Una frode che ha comunque origine in una scarsa o lacunosa sicurezza It.

    ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

    E a propostito di sicurezza, sentite cosa propone CISCO, allargando la portata della Self Defending Network con nuovi apparati Asa che combinano firewall e Vpn. Switch Catalyst a 10 Giga.

    Arriva una nuova serie di appliance che uniscono funzionalità
    di firewall e Vpn e sono state progettate per reti ad alte prestazioni.

    Le nuove Adaptive Security Appliance della serie 5580 propongono un
    firewall in grado di scalare il suo throughput fino a 20 Gbps. Inoltre
    l’apparato può concentrare su di sé fino a 10 mila utenti remoti
    collegati in modalità Vpn sia di tipo Ssl che di tipo Ipsec.

    Si tratta di tre modelli ad alte prestazioni che in quello della fascia più alta
    consente la gestione di 2 milioni di collegamenti simultanei e supporta
    applicazioni a largo consumo di dati come il video o l’utilizzo di storage di tipo San.

    Ma tra le novità proposte da Cisco al recente evento Cisco Networkers
    2008 ci corre l’obbligo di segnalare altri prodotti come Waas Mobile,
    una soluzione software per l’accelerazione e la messa in sicurezza delle
    connessioni da postazioni mobili e una nuova serie di switch Catalyst
    di livello enterprise in cui è stata particolarmente curata
    l’alimentazione elettrica delle porte Ethernet attraverso una soluzione
    PoE Enhanced e l’introduzione di porte in grado di arrivare ai 10 Gigabit.

    sabato 26 gennaio 2008

    Lectio doctoralis, Richard Stallman

    Questa è la «lectio doctoralis» che Richard Stallman ha tenuto ricevendo la Laurea ad honorem in Ingegneria Informatica all'Università di Pavia, il 24 Settembre 2007.

    L'innovazone può creare ricchezza e, talvolta, questa ricchezza può portare una prosperità economica diffusa, specialmente in assenza di un'economia neo-liberista che impedisca tale risultato.

    Ma l'innovazione ha effetti molto più importanti della ricchezza o addirittura della prosperità economica: la democrazia è stata un'innovazione, il fascismo è stata una innovazione. Oggi, in Italia, vediamo innovazione nell'incriminare i pescatori che hanno salvato alcuni naufraghi da morte certa: l'innovazione può influenzare direttamente la nostra libertà, che è più importante di qualunque altra cosa. L'innovazione può influenzare la solidarietà sociale, in bene o in male.

    Perciò, quando consideriamo il progresso tecnico nell'informatica o nel software, la domanda più importante da porre è «Come tutto ciò influenza la nostra libertà? Come influenza la nostra solidarietà sociale?». Da un punto di vista tecnico si tratta di progresso, ma è davvero progresso in termini sociali ed etici, o non si tratta invece di regresso?

    Nel corso della mia carriera di programmatore, mentre gli elaboratori che prima erano usati solo da specialisti ed appassionati diventavano uno strumento di uso comune, vi è stato un notevole sviluppo tecnico, ma accompagnato da una terribile regressione sociale ed etica. In effetti, quasi tutti coloro che usano un computer hanno iniziato ad usarlo all'interno di un sistema sociale che può solo essere descritto come una dittatura.

    Lo sviluppatore del programma controlla ciò che il programma fa. Se lo usate, lo sviluppatore controlla ciò che potete fare e ciò che non potete fare, e controlla ciò che il programma fa per voi. Perciò, il software che credete sia vostro non è nelle vostre mani per servirvi ma per controllarvi. Aziende come Microsoft e Apple hanno progettato il software con la specifica intenzione di imporvi restrizioni.

    Windows Vista è principalmente un miglioramento nel come imporre restrizioni all'utente; ecco perché abbiamo aperto la campagna badvista.org. Alla fine di questa cerimonia vi offrirò all'esterno dell'edificio degli adesivi creati per tale campagna, se volete aiutare a spiegare alla gente perché non dovrebbe fare il «downgrade» (passo indietro) verso Vista.

    Apple ha progettato il proprio software specificamente per imporre restrizioni agli utenti, è una tecnica nota come DRM o «Digital Restriction Management» (Gestione Digitale delle Restrizioni). Partecipiamo alle proteste contro Apple come partecipiamo alle proteste contro Microsoft: potete consultare defectivebydesign.org per avere informazioni su come partecipare.

    Google ha progettato il proprio software specificamente per imporre restrizioni agli utenti. È la natura del programma «Google Earth»: è fatto così proprio per imporre restrizioni a chi lo usa. Ovviamente, non si tratta di Software Libero, perché il Software Libero si sviluppa sotto il controllo democratico dei suoi utenti. Tramite le quattro libertà: la libertà di usare il programma come si desidera, la libertà di studiare il codice sorgente e modificarlo perché il programma faccia ciò che si desidera, la libertà di distribuire copie letterali del programma che si è ricevuto (è la libertà di aiutare il proprio prossimo), la libertà di distribuire copie della propria versione modificata (è la libertà di contribuire alla propria comunità). Con queste quattro libertà sono gli utenti, individualmente e collettivamente, che decidono.

    è per questo che il Software Libero non può essere progettato per imporre restrizioni: un progetto può svilupparsi in senso restrittivo solo in presenza di un dittatore, quando qualcuno ha il potere di controllare cosa il programma faccia o non faccia. Quando il controllo è nelle mani degli utenti, quando gli utenti possono avere il controllo sul proprio uso del computer, nessuno ha un potere tale da permettergli di imporre funzionalità malevole per limitare gli utenti, per spiarli, per aggredirli. Se usate MacOS o Vista, siete completamente succubi dello sviluppatore di quel sistema operativo. Tali sviluppatori hanno il potere di cambiare a loro discrezione il software che gira sul vostro elaboratore ogni qual volta la macchina è collegata alla rete. L'utente non ha più nemmeno la possibilità di dire sì o no. Il sistema stesso è un'unica, enorme, falla.

    Al contrario, con il Software Libero, voi decidete cosa fa il vostro computer, quindi esso sarà al vostro servizio invece di soggiogarvi. Il problema del Software Libero è perciò non un problema tecnico, ma un problema etico, sociale e politico. è un problema di diritti umani per gli utenti del software.

    Gli sviluppatori di software proprietario dicono «nessun diritto, siamo noi che abbiamo il controllo, noi che dobbiamo avere il controllo; noi pretendiamo il controllo totale di quello che il vostro computer fa; implementeremo alcune funzionalità e ve le lasceremo usare, ma allo stesso tempo possiamo spiarvi mentre le usate, e possiamo rimuoverle quando vogliamo». Al contrario, gli sviluppatori di Software Libero rispettano la vostra libertà, perché questo è il dovere etico di ogni sviluppatore di software: rispettare la libertà degli utenti dei propri programmi. La creazione di software proprietario e soggiogante può talvolta essere remunerativa ma non è mai etica, quindi non dovrebbe mai avvenire.

    Ma sta a voi far diventare quest'idea realtà. Io, da solo, posso enunciare questi propositi, ma da solo non posso realizzarli. Dobbiamo lavorare tutti insieme per realizzare libertà e democrazia per gli utenti informatici. Questa libertà e questa democrazia sono oggi fondamentali per godere di libertà e democrazia in altri aspetti della vita. Proprio ora, alcuni dei più grandi fornitori di servizi Internet degli Stati Uniti stanno facendo censura politica della posta elettronica. La posta proveniente da un'importante organizzazione chiamata «truth out» (fuori la verità), di cui forse avete visto il sito truthout.org, viene bloccata da Yahoo, Hotmail e WebTV, per cui i loro abbonati non possono riceverla. E ciò sta andando avanti da più di una settimana, nonostante le proteste da parte di molti utenti di tali aziende. Sembra che le aziende pensino di essere ormai a un punto in cui possono tranquillamente ignorare ciò che si dice di loro.

    Tutte le forme di libertà a cui teniamo vengono trasformate quando le attività ad esse correlate vengono svolte tramite un calcolatore. Dobbiamo perciò ri-fondare queste libertà in modo da poterne godere mentre usiamo la tecnologia digitale. Una parte fondamentale di questa ri-fondazione è pretendere che il software che usiamo sia sotto il nostro controllo.

    Non tutti desiderano essere programmatori, non tutti possono imparare personalmente come studiare e come modificare il codice sorgente. Però, in un mondo dove il software sia libero chiunque può, se lo ritiene necessario, pagare qualcun altro per effettuare le modifiche; può convincere un parente programmatore a modificare il software per conto suo, se lo ritiene veramente importante. Potrebbe anche fare una colletta con altri utenti per assumere un programmatore. E il semplice fatto che ci siano milioni di programmatori in grado di studiare e modificare i programmi significa che ove vi siano comportamenti malevoli quasi sicuramente qualcun altro, con le capacità necessarie, troverebbe e correggerebbe il malfunzionamento, e voi trovereste la versione corretta senza fare sforzi eccessivi. Perciò avremmo tutti beneficio, sia i programmatori che i non programmatori, dalle libertà che ci vengono garantite dal software. La libertà di cooperare e la libertà di controllare personalmente la nostra vita. Queste libertà vanno di pari passo perché entrambe rappresentano l'opposto della sottomissione al potere di uno sviluppatore dittatoriale, che può prendere unilateralmente decisioni che nessun altro ha la possibilità di modificare.

    Il Software Libero ha una relazione speciale con le Università, anzi con le scuole di ogni ordine e grado; questo perché il Software Libero favorisce l'istruzione, mentre il software proprietario la vieta. Non c'è compatibilità tra l'istruzione e il software proprietario: non da un punto di vista etico.

    Il codice sorgente e i metodi realizzativi del Software Libero sono parte del sapere umano; la missione di ogni scuola è la diffusione del sapere. Il software proprietario non è parte del sapere umano, è un sapere segreto e confinato, che le scuole non sono autorizzate a diffondere. Le scuole che si accorgono di ciò escludono dai propri edifici il software proprietario; e così dovrebbe fare ogni scuola. Non solo per risparmiare denaro (un ovvio vantaggio che stuzzicherà immediatamente molti dirigenti scolastici), ma anche per ragioni etiche. Per esempio, perché molti sviluppatori di software proprietario offrono sconti e copie gratuite del proprio software non libero a scuole e studenti?

    Mi è stato detto che Microsoft ha offerto uno sconto ai dipendenti di questa università che volessero accettare le nuove luccicanti catene di Windows Vista. Perché Microsoft fa tale offerta? Forse perché vuole contribuire all'istruzione? Ovviamente no. Piuttosto, Microsoft e altre aziende simili vogliono trasformare l'università in uno strumento per imporre alla società intera la dipendenza nel software soggiogante. Si sono accorti che se introducono il loro software nelle scuole, gli studenti imparano ad usarlo e finiscono per dipenderne. Sviluppano una dipendenza. E dopo la laurea possiamo stare sicuri che Microsoft e queste altre aziende non offriranno loro altre copie scontate. In particolare, non le offriranno alle aziende per cui questi non-più-studenti lavoreranno. Così gli sviluppatori di software fanno pressione sulle istituzioni scolastiche, per poi fare pressione sulla società e spingerla in fondo a un baratro. Questa è una cosa che la scuola non dovrebbe accettare, è l'opposto dello scopo della scuola: costruire una società forte, capace, indipendente e libera. La scuola dovrebbe insegnare ai propri studenti ad essere cittadini di una società forte, capace, indipendente e libera. Questo vuol dire insegnare l'uso del Software Libero, non del software proprietario. Perciò, nessun corso di questa università dovrebbe insegnare software proprietario.

    Ma per chi è portato a diventare un bravo programmatore, c'è un altro motivo per cui le scuole devono insegnare ed usare Software Libero: dall'età di circa 13 anni, alcuni ragazzi sono affascinati dal software e vogliono sapere tutto su come funziona il loro computer e il loro sistema operativo. Chiederanno quindi ai loro insegnanti come funziona, e se si tratta di software proprietario l'insegnante dovrà dire «mi spiace, è un segreto e non puoi saperlo»; non c'è spazio per l'istruzione. Ma se si tratta di Software Libero, l'insegnante potrà spiegare i concetti di base e poi dire «questo e il codice sorgente, leggilo e capirai tutto». Così questi brillanti programmatori in erba potranno leggere l'intero codice sorgente, poiché ne sono affascinati, e potranno imparare una cosa molto importante: come programmare bene. Non occorre insegnare loro come programmare, perché per loro è ovvio come fare, ma programmare bene è un'altra questione: si può imparare solo leggendo molto codice e scrivendo molto codice. Solo il Software Libero offre tale opportunità.

    Ma c'è una ragione particolare [per insegnare il Software Libero nelle scuole], ed è l'educazione civica. Come noto, la scuola non deve insegnare solo i fatti e le competenze ma prima di tutto la buona educazione, l'abitudine di aiutare il proprio prossimo. Perciò ogni corso, ad ogni livello di scuola, dovrebbe avere questa regola: «se gli studenti portano in classe del software, non devono tenerlo per sé ma devono condividerne copie con il resto della classe».

    D'altronde, la scuola deve svolgere il proprio ruolo; essa ha il ruolo di essere un buon esempio. Quindi ogni scuola dovrebbe portare in classe solo Software Libero e porsi con il proprio software a modello della pratica di disseminare il sapere, costruendo una società forte, capace, indipendente e libera, incoraggiando la buona educazione e l'aiuto alle altre persone. Ogni scuola deve migrare al Software Libero, e io chiedo a voi, a quelli di voi che sono docenti, impiegati o studenti di questa università, di lavorare insieme per attuare la migrazione al Software Libero di questa università, la migrazione completa, nell'arco di qualche anno. Si può fare nell'arco di qualche anno, a patto di fare un passo significativo ogni anno. Altre università lo stanno facendo o lo hanno fatto; anche voi lo potete fare. Occorre solo rifiutare l'inerzia sociale come ragione per scivolare sempre più in fondo al baratro.

    Per chi vuole, alla fine della cerimonia all'esterno della sala avrò varie cose della Free Software Foundation che potreste trovare interessanti. Potete appoggiare la Free Software Foundation andando su fsf.org e diventando membri. Per avere informazioni sul movimento del Software Libero e sul sistema operativo GNU, come pure per trovare le distribuizioni completamente libere del sistema operativio GNU/Linux, visitate gnu.org.

    Grazie.

    venerdì 25 gennaio 2008

    Peer-to-peer legale ?


    Questa notizie ha come fonte
    (ITnews) - Roma -


    Scaricare file via Internet attraverso i software peer to peer non è reato. Lo ha deciso oggi il Tribunale di Roma. Il pubblico ministero di Roma, Paolo Giorgio Ferri, ha archiviato un'inchiesta basata su una denuncia contro un utente che attraverso il programma di condivisione emule aveva effettuato il download di materiale coperto dal diritto d'autore ai sensi dell'articolo 14 delle legge 248/2000.

    Il giudice ha chiuso il fascicolo motivando la sua decisione "in assenza di una legislazione che crei una fattispecie ad hoc, non appare possibile dare rilevanza in questa sede ad un fenomeno assai diffuso, di difficile criminalizzazione ed avente accertamenti quasi impossibili in termini di raccolta della prova".

    Lo stesso ha però inoltre che "non sempre è ravvisabile quel lucro espressamente richiesto dalla norma penale» anche se è «indiscusso che sia colui che è download (chi acquisisce il dato), che colui che è upload (fornitore del dato) commetta un torto di natura civilistica per i diritti d'autore, comunque evasi". Soddisfatto Fiorello Cortiana, (verdi) esponente della consulta sulla governance di internet: "Il Tribunale di Roma ha molto saggiamente distinto le responsabilità personali delle azioni messe in atto nello spazio virtuale di internet da quelle dei servizi e delle applicazioni per la navigazione in rete.

    giovedì 24 gennaio 2008

    WAN - Sony Vaio SZ70 e TZ30

    Sony Vaio SZ70 e TZ30: la dotazione e gli approfondimenti

    Ideati per i professionisti che hanno necessità di connettersi ovunque, i nuovi Vaio serie SZ70 e TZ30 di Sony integrano il sistema Vaio “everywair”, che sfrutta la connessione a Internet a banda larga HSDPA (High Speed Downlink Packet Address), che utilizza le reti di telefonia mobile per consentire la connessione a Internet con velocità fino a 3,6Mbps .
    I nuovi Vaio sono anche equipaggiati con la doppia antenna “Diversity” per potenziare la qualità del segnale nelle zone in cui è debole, con un miglioramento dichiarato del 20% rispetto ai sistemi ad antenna singola. L’hardware che occorre per la connettività è integrato, quindi non occorrono schede esterne, basta inserire la SIM nel notebook. La gestione delle connessioni è invece gestita dal software VAIO Smart Network, che visualizza tutte le reti disponibili.
    In sostanza, dov'è presente la copertura di rete sarà possibile accedere a Internet mediante la banda larga. Entrambe le Serie SZ70 e TZ30 sono dotate di webcam MotionEye integrata e di microfono, sono pertanto perfettamente equipaggiate anche per la videocomunicazione.

    E’ di questa mattina la notizia dell’annuncio di Sony della nascita di due nuovi Vaio SZ70 e TZ30, che hanno come carattteristica peculiare la funzionalità Wireless WAN (WWAN) integrata. Il Product Manager dei notebook Sony, Franco Boero, ha anticipato l’arrivo di questi due prodotti, che hanno caratteristiche a mio avviso molto interessanti aldilà della connettività.

    VAIO Serie SZ70
    I Vaio Serie SZ70 sono ultraportatili indirizzati al settore business, con un rivestimento in fibra di carbonio per sposare leggerezza e robustezza (il peso è di 1,79 kg). Il display in dotazione è un WXGA da 13,3” fabbricato con tecnologia X-black. Come nella precedente serie, inoltre, non manca l’interruttore proprietario “Stamina Mode” per switchare dalla grafica integrata a quella dedicata, entrambe in dotazione. Nel primo caso le prestazioni saranno leggermente inferiori, ma si avrà il vantaggio di un’autonomia dichiarata di oltre 5 ore, mentre nel secondo caso si potranno avere prestazioni grafiche superiori, necessarie per le applicazioni più impegnative.
    Come potrete vedere dalla tabella delle caratteristiche che pubblico di seguito, altra novità interessante di questo prodotto è la presenza del processore di serie Penryn.

    A riguardo, il Product Manager dei notebook Sony Franco Boero ha dichiarato in un’intervista che Sony è perfettamente in linea con Intel per quanto riguarda la dotazione dei nuovi processori su tutta la linea di prodotti Mobile. Sony, rimasto unico produttore di portatili con fornitore unico Intel, garantisce che entro la seconda settimana di febbraio i modelli con processore Penryn saranno disponibili sui canali di vendita retail (quindi parliamo del settore consumer), mentre entro fine febbraio tutti i nuovi modelli Penryn Based saranno in vendita in tutti i canali, compresi quelli tipicamente business.

    Modello

    VGN-SZ71VN/X

    Sistema operativo

    Windows Vista Business

    CPU

    Intel Core 2 Duo T9300 a 2,5 GHz

    RAM

    4 GB DDR2 SDRAM

    Hard disk

    250 GB

    Scheda video

    Nvidia GeForce 8400M GS con 1343 MB di memoria grafica totale disponibile (Speed Mode)

    Unità ottica

    DVD+-RW/+-R DL/RAM

    Schermo

    WXGA da 13,3” con tecnologia X-black LCD e illuminazione LED

    Sicurezza

    Riconoscimento impronte digitali; TPM

    Comandi speciali

    Interruttore “Stamina Mode”

    Connettività wireless

    WWAN a 3,6 Mbps con tecnologia HSDPA e sistema Vaio “everywair”, antenne Diversity Rx; Intel wireless LAN 802.11 a b g Draft n; Bluetooth

    Peso

    1,79 kg

    Software incluso

    Adobe Acrobat Standard 8.0, Adobe Reader 8.0, Microsoft Works 8.5, Microsoft Office Ready 2007 (60 giorni Try & Buy), Adobe Photoshop Elements 6.0, Easy Media creator 9, WinDVD 8.0 for VAIO

    Struttura chassis

    Coperchio e base in fibra di carbonio

    VAIO Serie TZ30
    Come l’altro modello appena annunciato, anche il TZ30 offre uno chassis realizzato in fibra di carbonio, e si distingue per la tastiera, che stando alle dichiarazioni del produttore, è stata ispirata alle pietre sommerse caratteristiche dei giardini giapponesi. Lo schermo LCD ha una diagonale utile di 11,1” ed è fabbricato con tecnologia X-black, ha un formato 16:9 e vanta la tecnologia di retroilluminazione LED. Il coperchio ha uno spessore di 4 millimetri, e il peso complessivo del prodotto è di 1,24 kg. L’autonomia dichiarata dal produttore è fino a 7 ore.

    Modello

    VGN-TZ31VN/X

    Sistema operativo

    Windows Vista Business

    CPU

    Intel Core 2 Duo U7700 a 1,33 GHz

    RAM

    2 GB DDR2 SDRAM

    Hard disk

    120 GB

    Scheda video

    Intel Graphics Media Accelerator 950

    Unità ottica

    DVD+-RW/+-R DL/RAM

    Schermo

    WXGA (1366 x 768) da 11,1” con tecnologia X-black LCD, fedeltà cromatica del 72% e illuminazione LED

    Sicurezza

    Riconoscimento impronte digitali; TPM

    Comandi speciali

    AV Mode, tasti AV

    Connettività wireless

    WWAN a 3,6 Mbps con tecnologia HSDPA e sistema VAIO “everywair”, antenne Diversity Rx; Intel wireless LAN 802.11 a b g Draft n; Bluetooth

    Peso

    1,24 kg

    Software incluso

    Adobe Acrobat Standard 8.0, Adobe Reader 8.0, Microsoft® Works 8.5, Microsoft Office Ready 2007 (60 giorni Try & Buy), Adobe Photoshop Elements 6.0, Easy Media creator 9, WinDVD 8.0 for VAIO

    Struttura chassis

    Coperchio e base in fibra di carbonio


    martedì 15 gennaio 2008

    Ibm software di ricercha semantica nelle email

    Un progetto che integra collaborazione online e software open source ha dato vita a Omnifind Personal Search

    Il centro americano di ricerche Ibm collocato nella californiana Almaden Valley è al lavoro su diverse tecnologie. Tra di queste c’ è un nuovo software di ricerca in grado di estrarre le informazioni più rilevanti per chi è alle prese con le sue applicazioni di email.

    Come spiegano i ricercatori di Ibm, “con gigabyte di storage di posta elettronica a disposizione praticamente di tutti, l’e-mail si è evoluta da semplice strumento di comunicazione a database personale in cui si conservano grandi quantità di informazioni preziose”. Omnifind Personal Email Search dimostra come “la tecnologia avanzata di Ibm consenta di accedere rapidamente e facilmente alle precise informazioni di cui abbiamo bisogno, proprio quando ne abbiamo bisogno” .

    Il software prende il nome dalla linea Ibm per questo genere di applicazioni e porta la sigla di Iopes , Omnifind Personal Email Search. Utilizza in modo intelligente algoritmi particolari in grado di mettere ordine a query incomplete ed estrarne l’informazione rilevante come numeri di telefono, persone, presentazioni, documenti, eventi ed immagini. Iopes consente inoltre agli utenti di creare, salvare e condividere le ricerche personalizzate per l'utilizzo futuro.

    Il tool di ricerca semantica è disponibile gratuitamente su AlphaWorks (http://www.alphaworks.ibm.com/tech/emailsearch).

    AlphaWorks è una comunità online che offre al mondo esterno la possibilità esclusiva di osservare il lavoro in corso nei laboratori di ricerca e sviluppo Ibm, illustrandone i risultati e rendendoli disponibili gratuitamente. Prima del rilascio su AlphaWorks, Iopes è stato testato all’interno della società da early adopter che partecipano al Technology Adoption Program. Questo programma invita gli appassionati di tecnologia a testare il software in fase iniziale e a collaborare con i team di sviluppo proponendo idee e fornendo un feedback. Circa 100 mila dipendenti sono iscritti al Technology Adoption Program e i partecipanti alla comunità per il test di questo programma hanno giudicato Iopes una delle dieci migliori soluzioni offerte.

    Il software, che non è ancora un prodotto definitivo, è l’ultima innovazione in un filone, quello della ricerca per le aziende sulle loro intranet, largamente battuto da Google, Microsoft, Fast ( Fast Search and Transfer) e Autonomy. Disponibile come plug-in per Lotus Notes e Microsoft Outlook, questo tool di ricerca email comprende concetti di ricerca comuni quali date, orari e numeri di telefono. Altri parametri di ricerca, quali richieste di incontri o sedi specifiche, possono essere definiti e utilizzati in tempo reale senza alcuna competenza di programmazione. Tali concetti definiti dall’utente possono essere condivisi tra più soggetti e utilizzati per creare un sistema di ricerca più personalizzato. Iopes è stato creato grazie a un progetto di collaborazione che ha coinvolto anche i centri di ricerca di Haifa (Israele) e Delhi (India).

    Il software utilizza la Unstructured Information Management Architecture (Uima), un’architettura di ricerca open source in grado di aiutare le organizzazioni a creare nuove tecnologie di analisi per realizzare più valore dalle informazioni non strutturate, scoprendo relazioni, identificando modelli e prevedendo gli esiti. Sviluppata in origine da Ibm, Uima è ora un progetto presso la Apache Software Foundation .

    Uima è già utilizzata per consentire funzioni di analisi di testo, estrazione e ricerca concettuale in altre parti del portafoglio di ricerca Omnifind, tra cui Enterprise Edition, Analytics Edition e Yahoo! Edition.