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sabato 5 maggio 2012

Parla la minoranza comunale di Lesignano Dé bagni

Gruppi di Minoranza in Consiglio

L’attuale legislatura è ormai agli sgoccioli, ma ci sono sul piatto alcune decisioni importanti che vale la pena mettere in discussione, sia per le spese che comportano in definitiva per la comunità, sia per le conseguenze che determinano: 
1) il PSC che prevede la costruzione di ulteriori quartieri 
2) la tangenziale ovest 
3) le Terme


1) Nonostante la crisi immobiliare e l’invenduto, nonostante si sia già costruito tanto a Lesignano, nonostante si sia già sottratto alla coltivazione terreno agricolo fertile, il nuovo strumento di programmazione urbanistica prevede di continuare a costruire. Non ritengo esista una spiegazione logica a questa tenace volontà di edificare, non esiste un reale beneficio per la collettività. Questa volontà appartiene a molte Amministrazioni (da Lesignano, Traversetolo, Langhirano, Montechiarugolo a Parma - e viceversa - esiste ormai solamente un’unica grande periferia). All’estero, dove forse ci sono territori meno vulnerabili e meno preziosi dei nostri, hanno da tempo posto limiti molto precisi. Da noi si arriverà troppo tardi.


2) Da verifiche di Arpa e personali, ho potuto constatare che le auto che passano dalla strettoia per recarsi a Langhirano sono un numero trascurabile. Quanto al traffico “pesante”, esso non appare rilevante ed è rappresentato in buona parte da mezzi d’opera (diretti nei cantieri edili aperti), o da automezzi diretti a Mulazzano Ponte e sviati, magari dal navigatore, dalla strada per Langhirano. Una tangenziale come quella prevista dunque non risolverebbe i problemi di traffico della strettoia, dove continuerebbe continuerebbe a passare il grosso del traffico veicolare. Lo stesso risultato, ma senza tangenziale, si può ottenere vietando ai camion il transito su Via Argini, su cui il divieto dovrebbe già esistere, e dirottando sulla strada della Chiesa o della Bassa le auto dirette a Langhirano, almeno in un senso di marcia. A fronte del piccolo sgravio di traffico, si realizzerebbe invece un’opera dal costo (che reputo sottostimato) di € 850.000, metà gravante sul Comune e metà sulla Provincia, quindi in definitiva sempre sui cittadini. Si tratterebbe di incidere su di una collina dal delicato assetto idro-geologico trasformandola per sempre in una strada. In tal modo i mezzi pesanti diretti a Mulazzano Ponte o a Langhirano si sentirebbero autorizzati a lasciare la Pedemontana per recarsi verso Langhirano attraverso Lesignano, aggravando sensibilmente il traffico pesante sugli abitati di S. Maria e fino alla nuova bretella. Perderemmo per sempre quella bella collina e dirotteremmo inoltre il traffico pesante sui quartieri della Bassa e soprattutto sulle Terme. Ma non dovevamo valorizzarle?


3) Mi sono opposta all’unico progetto pervenuto per il recupero delle Terme perchè non mi sembra vada nella direzione di una fruizione pubblica, di un intervento non invasivo e senza costi per la collettività. L’intervento decuplicherebbe il volume esistente, eliminando sostanzialmente il verde, verrebbe utilizzato all’80% dai clienti del centro benessere, a fronte di un grande investimento di denaro pubblico. Non sappiamo con quale rischio economico, ma immaginiamo con quali risvolti in caso di fallimento. Il rischio di impresa deve essere privato, non pubblico. La cittadinanza attiva di Lesignano ha d’altra parte discusso discusso ed elaborato e fatto pervenire al Comune proposte alternative, presentando una solida base si cui confrontarsi con l’Amministrazione, da approfondire e poi realizzare. Queste scelte rappresentano un importante elemento di valutazione dell’operato dell’Amministrazione uscente, al di là ovviamente degli auto-elogi.

Lara Canuti 
La consigliera di minoranza 
di Viva Lesignano Viva


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