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venerdì 20 luglio 2012

Referendum abrogativo sulla legge per le indennità parlamentari – sappiatelo

Articolo tratto da:
 http://theneweconomists.wordpress.com/2012/07/09/referendum-abrogativo-sulla-legge-per-le-indennita-parlamentari-sappiatelo/

Referendum abrogativo sulla legge per le indennità parlamentari – sappiatelo


Alzi la mano chi sa che presso i Comuni è possibile firmare per un
Referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari
(Art. 2 L. 31/10/1965, n. 1261).
Ben pochi, credo.
Si tratta di un referendum, si, l’ennesimo referendum che però ha un fine più che nobile: il taglio degli stipendi della casta politica.

La raccolta firme si concluderà il 30 luglio 2012 (termine per la presentazione al Comitato promotore 31/07/2012).
Cosa occorre fare? Nulla di più semplice: recarsi presso il proprio Comune ed andare a firmare.
Provate però anche a domandarvi come mai questa notizia non è passata sui giornali.
I giornali infatti dipendono dai finanziamenti più o meno erogati alla luce del sole dalla Casta: appartengono a leader politici, dipendono da inserzioni di imprese al cui cda siedono esponenti politici, e se sono giornali di partito, ricevono finanziamenti la cui abolizione potrebbe essere il passo successivo a questa abrogazione. Ma non sono qui per annoiarvi con queste notizie ma per esortarvi a diffondere la notizia e fare un salto in comune

Nel frattempo, con qualsiasi mezzo, DIFFONDETE LA NOTIZIA.
Ci vogliono 500.000 firme altrimenti avremo perso l’ennesima buona occasione per agire concretamente!
Andate a firmare all’ufficio ELETTORALE. E riflettete poi sull’onestà dei nostri rappresentanti che tacciono l’iniziativa perchè temono di dover smettere di mungere la mucca pubblica. Ricordatevelo anche nel 2013 alle urne.

LA LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE DEL REFERENDUM

Proposta di referendum popolare abrogativo – ai sensi dell’art.75 della <;costituzione e in applicazione della legge 25 Maggio 1970, n. 352 sul seguente quesito: Volete voi che sia abrogato l’Art. 2 della legge 31 Ottobre 1965, n. 1261 pubblicata sulla Gazzetta ufficiale 20 Novembre 1965, n.290?
Con l’abrogazione della disposizione di cui all’ 2 della legge 1265, n. 1261, ai Parlamentari non verrà più corrisposta la “diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma”. Resta comunque ferma la corresponsione dell’indennità disciplinata dall’Art 1 della predetta legge.
La scelta di non proporre l'abrogazione dell'art. 1 della legge nasce dall"esigenza di non incorrere nel rischio incostituzionalità del referendum. Va infatti rammentato che l' art.96 della costituzione recita : "i membri del Parlamento ricevono un'indennità stabilita dalla legge".
Ne deriva che l'abrogazione della norma che attua il dettato Costituzionale ( appunto L'art. uno della legge 1265) lascerebbe un vuoto normativo in una materia coperta da disciplina costituzionale.
L'abrogazione dell' art 2, che prevede l'erogazione di una diaria a titolo di rimborso spese, non mette a rischio la legittimità costituzionale del referendum.
Peraltro va osservato che quest'ultima norma prevede un "rimborso spese" in cifra fissa uguale per tutti e senza l'obbligo di dimostrarne l'effettiva spesa. La stessa cosa prevista per cosiddetti rimborsi elettorali: un vero e proprio ossimoro molto lucroso.
Al di la delle considerazioni politiche e morali a sostegno della proposta, merita di essere preso in considerazione anche il dato del significativo beneficio che deriverebbe alle disastrate casse dello stato.
L'indennità infatti costa ben 48.000 euro all’anno per ciascun parlamentare: quasi un raddoppio dell’indennità di cui all’art.1.

importante aggiornamento: se i comuni non hanno i moduli cosa fare?
se nei Comuni di residenza non sono disponibili i moduli potete farli scaricare dal comune stesso a questo indirizzo ->; http://www.unionepopolare.eu/attachments/article/283/modulofirme.pdf in comune direttamente.
In seguito andrà vidimato dalla segreteria comunale sempre negli stessi uffici, per rendere valide le firme ed il documento stesso. Va fatto scaricare on line dai dipendenti comunali direttamente. Devono collegarsi all’indirizzo, stamparlo e vidimarlo. Sono tenuti a farlo e la raccolta è valida a tutti gli effetti (Risposta ricevuta dal comitato Unione Popolare).
Ricordatevi che va stampato su carta uso bollo a colori, quindi un formato A3 fronte retro, altri formati non sono validi.




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