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mercoledì 28 novembre 2012

Confronto "realtà - governo Monti" un anno dopo

Prima fonte: "Ufficio Studi Sole 24 ore"



Seconda fonte: relazione governativa (http://www.governo.it/backoffice/allegati/69814-8145.pdf)


UFFICIO STAMPA E DEL PORTAVOCE
U N  A N N O  D O P O
IL GOVERNO, L’ITALIA, I CITTADINI
APPUNTI DI VIAGGIO
                                                                                                      2
INTRODUZIONE
 
           In un anno l’Italia ha intrapreso profonde trasformazioni. Questo governo è nato sull’onda
dell’emergenza, trovandosi di fronte ad un bivio drammatico: lasciare affondare il Paese o sforzarsi
di uscire dalla palude. Tra questi due estremi  il primo passo è stato compiuto ed è quello del
risanamento che era condizione preliminare per ogni altro obiettivo e anche necessario a evitare
che l’Italia, per la sua dimensione, non determinasse un cambiamento dello scenario europeo, e
forse mondiale, degli avvenimenti economici e finanziari. Forse oggi, senza le politiche di rigore
messe in atto dall’esecutivo, non ci sarebbe più l'Eurozona. O sarebbe notevolmente ristretta come
dimensione geografica, senza quello che l'Italia, con uno sforzo collettivo di cui non si ricordano
molti precedenti nella storia repubblicana, è riuscita a compiere. Certamente sarebbe stato
necessario fare di più, e forse alcuni errori  sono stati commessi, ma l’impianto delle riforme
necessario ad uscire dalla fase di emergenza è stato condiviso dalla “strana maggioranza” che ha
appoggiato l’esecutivo.
Un anno in cui l’Italia con l’Europa ha ritrovato un legame  che sembrava perso. L'Italia,
Paese fondatore dell’Unione e tradizionalmente sostenitore del metodo comunitario, è tornata ad
essere infatti partner attivo e propositivo, protagonista delle scelte strategiche e nelle concrete
decisioni operative. Basta ricordare il Trattato di Lisbona in cui c’è l'ispirazione per una classe
politica e per chi governa, sia a livello europeo che per i singoli paesi che ne fanno parte. Dove
ciascuno deve cercare di promuovere il posizionamento del proprio Paese nell’ambito di una
economia sociale di mercato altamente competitiva, cogliendone le opportunità e migliorando la
propria situazione comparata. Ma questa promozione del singolo Paese, che corrisponde al
perseguimento dell’interesse nazionale, non sarebbe durevole se fosse in contrasto con l’evolversi
dell’integrazione comunitaria, al  di fuori cioè del tessuto che è l'humus naturale che amalgama
l’intera Unione Europea.
Il governo ha cercato di mettere in sicurezza i propri  conti pubblici, come richiesto
dall’Europa e dalla Banca Centrale Europea,  al fine di preservare non solo i diritti quesiti, ma
anche quelli ancora da acquisire dalle generazioni future. Lo ha fatto con una riforma delle pensioni
che viene indicata a livello internazionale come un modello da seguire e con quella del mercato del
lavoro che ambisce a creare un contesto più inclusivo e dinamico, atto a superare le segmentazioni
che tendono a escludere o marginalizzare i giovani.
Molto di più si sarebbe dovuto fare in favore delle classi più disagiate del Paese, soprattutto
per sostenere le famiglie che con il loro welfare sono il vero tessuto produttivo grazie al quale
l’Italia non ha subito un contraccolpo negativo come, ad esempio, è successo negli Stati Uniti.
Il governo ha cercato di rappresentare la realtà ai cittadini spiegando senza contraffazioni e
con un linguaggio di verità la situazione e i rimedi adottati. Non sono state fatte promesse, né
alimentate illusioni. Al contrario sono stati richiesti sacrifici, anche pesanti. Ma questi sono stati
recepiti proprio per il momento drammatico che l’Italia ha attraversato. Solo un consapevole e
trasparente senso della realtà può dare speranza  e fiducia per l’avvenire. Prova ne è stata il
pagamento dell’IMU, una tassa certamente non  gradita, ma che è stata pagata da tutti  
                                                                                                      3
indistintamente, raggiungendo gli obiettivi  che il governo si era prefisso. O come la  spending
review che è stata messa in atto non solo per risparmiare sull’ingente spesa pubblica, che non era
stata mai aggredita seriamente, ma soprattutto per rendere più efficienti i servizi offerti ai cittadini.
La macchina dello Stato deve diventare più efficiente, più trasparente e più capace di ascoltare e
soddisfare i bisogni dei cittadini.
Il governo inoltre è voluto intervenire anche sul tema dei costi della politica, attraverso un
decreto legge sulla trasparenza e sulla riduzione dei costi degli apparati politici regionali. Una
misura fortemente invocata dagli stessi presidenti delle Regioni e soprattutto dai cittadini che, dopo
gli scandali delle ultime settimane, non comprendono  come a loro si richiedano sacrifici, spesso
anche pesanti, mentre il  mondo della politica sembra non essere toccato dal tema della
responsabilità di fronte ad una delle più difficili crisi economiche degli ultimi anni. Per questo il
governo ha spinto molto sulla necessità di un ritorno all’etica della politica, una pratica che
andrebbe sempre coltivata, ricordando il fine  ultimo per il quale un cittadino delega un suo
rappresentante in un organo pubblico.
Dopo un anno l’Italia è saldamente sulla via del cambiamento, di certo è un’Italia che adesso
può guardare con più fiducia verso il suo futuro. Un futuro che sarà prospero se si continuerà
sulla strada intrapresa, senza disperdere il lavoro che è stato compiuto fino ad oggi.
Un lavoro che passa attraverso  cinque parole che ridisegnano  la nuova Italia:  credibilità,
coesione, responsabilità, legalità e visione.  
                                                                                                      4

martedì 27 novembre 2012

#BerlusconisuTwitter: il tormentone

Ecco il nuovo tormentone su Twitter da seguire assolutamente: 

A differenza di tutti gli altri, il profilo di Berlusconi ha il tasto "smentisci il tweet precedente" 
 140 caratteri. 70 per dire e 70 per smentire.
 benvenuto. Chiariamoci subito che se ti followo non sarò mai un tuo seguace.
 bè meglio su twitter piuttosto che al governo.
 quando clicca su modifica il tuo profilo gli arriva il chirurgo plastico a casa
 ancora una volta si esprimerà attraverso un uccello
Non mi infastidisce tanto Berlusconi su Twitter, quanto la Biancofiore che lo retwitta in continuazione. 
"Belle ragazze sono qui, consentitemi di seguirvi" cit.
 : io spero solo che non cominci a postare suoi autoscatti davanti allo specchio del bagno…
Non avrà una Pic normale lui, avrà la Pic ella. 
"Se farai la carina con me ti renderò una twitstar"
Berlusconi è su Twitter. Prendetelo! 

domenica 18 novembre 2012

È morto Patrick Edlinger, addio al dieu dell’arrampicata



“L’arrampicata per me è un modo di vivere non solo uno sport – diceva Edlinger -. E’ un pretesto per girare il mondo, per trovare nuovi posti e nuova gente. La cosa più importante è restare libero per tutta la vita, questo è il mio vero programma per il futuro”.

domenica 11 novembre 2012

Qualunque cosa tu possa fare ...

Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L'audacia reca in se genialità, magia e forza. Comincia ora.

Johann Wolfgang Goethe


venerdì 9 novembre 2012

Siamo indispensabili?



Siamo indispensabili?



Non ci si accorge mai abbastanza presto di quanto non si è indispensabili per il mondo. Che persone importanti crediamo di essere! Immaginiamo di essere i soli ad animare la sfera in cui operiamo; pensiamo che, assenti noi, si fermi ogni ogni cosa: vita, nutrimento e respiro; e non ci accorgiamo che la lacuna che lasciamo si colma molto in fretta, anzi spesso non diventa che il luogo per qualcosa, se non di migliore, per lo meno di più gradevole.





Johann Wolfgang Goethe

sabato 3 novembre 2012

Autostima - perle di saggezza

03 Novembre

L'autostima non può essere costruita dall'oggi al domani. Ogni cosa ha bisogno di tempo. Se continuerai a fare sforzi coraggiosi giorno dopo giorno, alla fine acquisterai fiducia. 


[Daisaku Ikeda (1928), religioso, saggista e filosofo giapponese]