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domenica 29 settembre 2013

THE CHINA STUDY: Intervista ai pediatri Luciano Proietti e Patrizio Herm...

Video molto interessante. E' possibile inziare ad essere vegani sin dai primi mesi di vita?
Ne parla il pediatra Luciano Proietti.
Come al solito il problema è l'informazione pilotata dalle grandi multinazionali.


sabato 21 settembre 2013

The China Study: T. Colin Campbell - www.tcolincampbell.org

Il Progetto Cina (China Project) è uno dei più vasti studi epidemiologici mai compiuti al mondo e la più completa indagine sul rapporto tra alimentazione, condizioni ambientali, tradizioni sociali e malattie mai intrapresa in Cina, definito dal New York Times « il Grand Prix dell'epidemiologia».





Lo studio è stato diviso in due fasi distinte e separate: una prima indagine ha avuto inizio nel 1983, una seconda indagine è stata intrapresa nel 1989. La disponibilità di dati affidabili su malattia e mortalità forniti dal governo cinese e la presenza di una popolazione stabile con caratteristiche alimentari molto diverse ha reso la Cina un laboratorio vivente ideale per studiare l’impatto di diversi tipi di alimentazione su malattia e mortalità.

I ricercatori del progetto hanno osservato come malattia coronarica, ictus e ipertensione, cancro della mammella, della prostata e del polmone, diabete e osteoporosi, principali responsabili di morti premature nei paesi occidentali, in Cina, dove il consumo di prodotti animali era fino a poco tempo fa molto scarso, avevano bassa incidenza, confermando la relazione tra questa classe di patologie e l'assunzione di cibi animali, a sua volta collegata al livello di sviluppo economico. L'evidenza scientifica emersa dal Progetto Cina suggerisce che la concezione occidentale di dieta sia da rivedere radicalmente, e che un'alimentazione basata sui vegetali, come la dieta tradizionale cinese, può offrire molti vantaggi per la salute.

Nel 2005 è stato pubblicato The China Study, basato sui risultati del Progetto Cina, nel quale l'autore, il dottor T. Colin Campbell, responsabile della ricerca e direttore USA del Progetto Cina, esamina la relazione tra cibo emalattie cardiovascolari, cancro e diabete e la possibilità di ridurre il rischio di contrarre queste patologie o arrestare e invertire un loro sviluppo in corso attraverso l'alimentazione.

venerdì 13 settembre 2013

Allarme dei medici italiani: aumento dei tumori dovuti a cattiva alimentazione


Notizie preoccupanti per la salute su cui riflettere

Non sono certo incoraggianti le notizie che arrivano sul fronte delle cattive abitudini alimentari, purtroppo sempre più diffuse nel nostro paese a causo di un non proprio esemplare stile di vita, tra sedentarietà, stress ed ansie varie; pare che il 30% dei tumori sia provocato proprio dalla cattiva alimentazione ed a dirlo è l’Associazione Italiana di Oncologia Medica. Sono dati su cui riflettere parecchio, specie perchè  alla scarsa qualità dell’alimentazione, si associavano patologie come obesità ed infarto, mentre adesso pare che mangiar male provochi anche una nutrita schiera di tumori.
Come spiega il dottor Saverio Cinieri, direttore della Divisione di Oncologia Medica e Breast Unit dell’ASL di Brindisi e presidente del convegno, “Il 25% dei casi di cancro al colon-retto, il 15 di quelli alla mammella e il 10 di quelli che colpiscono prostata, pancreas ed endometrio potrebbero essere evitati aderendo alle indicazioni della dieta mediterranea”.
Alimentazione a parte, per il medico ci sono altri fattori da considerare: principalmente, “Uno stile di vita in cui contano anche gli orari regolari dei pasti, le quantità limitate di cibo, il movimento regolare”. Infatti, una cattiva abitudine può render vana anche un’alimentazione corretta: ad esempio, “Le verdure, per esempio, possono esercitare un’azione protettiva nei confronti del tumore del polmone ma tale beneficio può essere insufficiente se la persona che le consuma regolarmente è un accanito fumatore”. Sono attesi nuovi studi a riguardo, di sicuro è un argomento su cui riflettere.